OAM – Andamento settore finanziario

La Relazione annuale OAM descrive un settore in crescita, con un aumento del numero degli iscritti e un incremento consistente del numero dei collaboratori.

Se da un lato questa crescita è supportata dai dati della Banca d’Italia che confermano che Agenti e Mediatori sono i leader di mercato per alcuni prodotti (si pensi alle cessioni del quinto aumentate del 3,6% rispetto al 2021); dall’altro si evince un dato allarmante legato alla diminuzione degli sportelli e del numero di dipendenti del 8% e del 2% rispetto al 2021.

La crisi pandemica ha portato a un incremento dei prestiti attraverso internet ma questo servizio si è concentrato nell’offerta di credito di breve durata e di importo contenuto.

Da considerare, inoltre, c’è la potenziale pressione competitiva delle piattaforme digitali ma secondo la Relazione annuale della Banca d’Italia, in Italia e negli altri principali paesi europei il credito erogato attraverso piattaforme digitali non bancarie rappresentava meno dell’1 per cento del valore complessivo dei prestiti concessi dal settore finanziario.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è sempre vantaggioso in quanto comporta il rischio di discriminazioni illegittime (ad es. di genere o di età) della clientela, con conseguenti rischi legali e reputazionali per gli intermediari.

Importante, allora, diventa il ruolo di Agenti e Mediatori che hanno una capacità di valutazione delle esigenze della clientela e dell’interesse dei finanziatori sicuramente superiore a quella di un algoritmo.

Un altro importante dato che emerge è l’apertura al mercato europeo dei finanziamenti. Ad oggi, gli Agenti in attività finanziaria che hanno manifestato l’intenzione di operare all’estero sono solo 2 mentre sono 15 gli operatori europei che si sono affacciati sul mercato italiano. È evidente che gli altri mercati vanno studiati, compresi, testati ma è un’opportunità da non perdere.
La revisione della Direttiva sul credito al consumo, sulla quale si stanno confrontando le istituzioni europee, ha come obiettivo la creazione di un unico mercato dell’Unione in questo settore.Il recepimento della Direttiva sarà l’occasione anche per riflettere sull’adeguatezza della normativa italiana al modello europeo e alle sfide competitive che innovazione tecnologica e operatività transfrontaliera comportano.

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