Intermediari finanziari – quali sono i motivi per puntare sulle banche italiane 

Dopo un decennio particolarmente difficile, i principali istituti italiani si apprestano a chiudere il primo semestre 2021 con forti rialzi.

Sulla base del prezzo di chiusura di venerdì 11 giugno, il Banco BPM poteva contare su un pregresso complessivo del 67,5% rispetto al valore di inizio anno, segnando la miglior performance annuale tra le società quotate al FTSE Mib (indice azionario della Borsa Italiana).

Lo scenario finanziario

Molto bene anche UniCredit e BPER Banca, che hanno accumulato rialzi rispettivamente del 41% e del 36,8%.

Fuori dal paniere principale spicca la performance della Popolare di Sondrio, + 75,5% da inizio 2021.

Negli scorsi anni le principali difficoltà erano legate a 3 aspetti:

  • Tassi di interessi e redditività molto bassi;
  • Crediti deteriorati e da smaltire attraverso cessioni e svalutazioni;
  • Vincoli sempre più stringenti di rafforzamento del capitale.

Investimenti 

Allo stesso modo, sono 3 i motivi per i quali vale la pena puntare sugli istituti italiani:

  • Tassi di interesse e redditività molto bassi;
  • Crediti deteriorati e da smaltire attraverso cessioni e svalutazioni;
  • Vincoli sempre più stringenti di rafforzamento del capitale, eroso nel frattempo dalle perdite.

Evoluzioni future 

Il 2021, quindi, sembra essere iniziato positivamente.

Inoltre, diverse ricerche dimostrano che questo trend positivo rimarrà tale anche nei prossimi anni.

Questo perché, innanzitutto, i tassi di interesse dovrebbero tornare a crescere – in parte lo stanno già facendo – e con il loro margine di interesse, ovvero il margine derivante dall’attività bancaria.

La graduatoria risalita dei tassi attivi e la difesa, per ora facile, di una provvista a costo zero, dovrebbe essere ragionevolmente possibile.

Inoltre, è atteso un aumento dei ricavi da servizi, tipicamente remunerati su base commissionale, e principalmente da servizi di pagamento, incasso e riscossione, intermediazione di titoli, trading di titoli e forme previdenziali.

Previsioni

Gli analisti prevedono un calo dei costi operativi, come esito della cura dimagrante su reti di sportelli, personale (in numero, età media e retribuzione) e degli investimenti in fintech. 

Questi ultimi, in particolar modo, hanno reso i clienti sempre più autonomi con l’home banking.

Per alcune banche quotate, inoltre, sugli utili dei prossimi anni è immaginabile un livello di tassazione più leggero, grazie al “recupero fiscale” delle perdite sofferte nei passati esercizi.

Inoltre, alla fine del 2021 le banche potranno tornare a pagare dividendi, superando i limiti attualmente in vigore fino al 30 settembre 2021.

È chiaro, quindi, che il settore finanziario e quello dell’intermediazione avranno uno sviluppo florido nei prossimi anni. 

Questo, tuttavia, presuppone una conoscenza approfondita dei possibili scenari futuri, i quali si stanno muovendo sempre più verso un settore digitale e tecnologico. 

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