I tre miti principali sulla trasformazione digitale nelle assicurazioni

Cosa significa la trasformazione digitale per il settore assicurativo e quali sfide devono affrontare gli intermediari?

Rispetto ad altri settori, il settore assicurativo è stato più lento nella modernizzazione digitale. Per cambiare questo paradigma, i consulenti si mettono in fila alle porte degli intermediari assicurativi, promettendo armi imbattibili per le sfide tecnologiche. Ma spesso, la tecnologia diventa un cerotto per sfide più profonde, piuttosto che un catalizzatore per un cambiamento significativo.

Perché?

La trasformazione digitale è molto di più rispetto alla tecnologia che la consente.

Il primo ostacolo da affrontare è sempre l’incertezza del cambiamento. Allo stesso tempo, gli intermediari vogliono evitare di diventare una di quelle storie dolorose che sentono dai colleghi sulla trasformazione digitale andata male. Piuttosto che essere travolti dalla tendenza, gli intermediari assicurativi devono capire che la vera trasformazione deriva dalla chiarezza della visione e dal pensiero, con la tecnologia come veicolo di supporto.

Quali sono i tre principali miti della trasformazione digitale che pervadono oggi le assicurazioni?

1. La trasformazione digitale richiede tempi e costi elevati?

Il settore assicurativo è stato alimentato dalla narrativa che la trasformazione digitale equivale a costosi programmi sche richiedono anni per essere implementati, metà della forza lavoro per gestirli e costi a tre cifre.

Questa non è la realtà
La migliore trasformazione arriva in piccoli passi incrementali che spostano l’organizzazione verso un obiettivo più grande. Questi step non richiedono anni o un budget importante.

Immagina che un intermediario assicurativo voglia modernizzare la gestione delle polizze anche nel flusso dell’intermediazione. Ci sono due percorsi: il primo vede l’assicuratore spendere quantità irragionevoli di tempo e denaro, creando un sistema ingombrante e goffo. Questo processo richiede così tanto tempo che quando il sistema è pronto, è già obsoleto. Il secondo percorso vede lo stesso assicuratore applicare il pensiero creativo, cercando piattaforme cloud che possono essere costruite con velocità e configurate in maniera più agevole, gli assicuratori possono creare un sistema molto più incentrato sul cliente.

2. La trasformazione digitale è tutta una questione di tecnologia

Ci sono un paio di concetti da evidenziare: il primo è che gli assicuratori stanno attualmente adottando un approccio “guidato dalla tecnologia” alla trasformazione digitale; potrebbe avere senso sulla carta, ma è controproduttivo per l’attività.

La trasformazione digitale nelle assicurazioni è piuttosto complicata; questa complessità deriva da una generale riluttanza a rompere con la tecnologia legacy “provata e testata” gli intermediari assicurativi “compreranno sempre ciò che sanno usare”, che è spesso un sistema di base ingombrante che dovrebbe risolvere tutti i problemi aziendali.

Ma spesso non è così.

Il problema è che gli intermediari assicurativi pensano prima alla tecnologia piuttosto che al business. Stanno acquistando soluzioni a problemi che potrebbero non comprendere appieno o di cui potrebbero non essere consapevoli in quel momento.

Quindi, la strategia di trasformazione digitale diventa tutta basata sulla tecnologia piuttosto che realizzare le ambizioni di crescita o risolvere le sfide operative dell’organizzazione. Il secondo concetto è che storicamente gli intermediari hanno costruito i loro sistemi principali dal back-end in avanti.

Questo approccio da back-end a front-end è un pensiero antiquato. Invece, dovrebbero prima identificare e inquadrare il problema aziendale e poi assumere un chiaro approccio forte e deciso su come affrontarlo con la tecnologia, concentrandosi sulla sfida aziendale (esperienza utente senza intoppi, più canali di distribuzione o nuovi prodotti sul mercato) e trovando tecnologie come i sistemi cloud per supportare tali obiettivi, gli intermediari possono sbloccare la vera innovazione e trasformazione.

3. La tecnologia è la parte più difficile

C’è una miriade di strumenti digitali oggi disponibili per aiutare gli intermediari a diventare più grandi, migliori e più audaci. Contrariamente alla credenza popolare, l’adozione di tecnologie nel business non è la parte più difficile della trasformazione digitale.

La selezione dello strumento giusto per il lavoro, tuttavia, lo è; la capacità di farlo dipende dalle persone che guidano la trasformazione e dalla loro comprensione degli obiettivi dell’organizzazione. La mentalità sbagliata e la messa a fuoco sbagliata possono soffocare e compromettere il cambiamento.

La vera trasformazione può essere raggiunta solo quando si comprendono a fondo i punti deboli, le ambizioni e le motivazioni del business. Senza questa chiarezza, gli intermediari possono perdersi nel buio digitale.

Prima di intraprendere un percorso di trasformazione digitale, alcuni assicuratori dovrebbero avere un chiaro obiettivo finale ma non sono preparati per ciò che viene dopo. Allo stesso modo, altri intermediari avranno un’idea della strada che desiderano percorrere, con il supporto della tecnologia, ma non sono sicuri di dove porterà quella strada.

La trasformazione digitale è una scoperta del business nel business, un’esplorazione degli obiettivi e delle ambizioni dell’organizzazione.

La tecnologia agisce in un ruolo di infrastruttura di supporto; senza la giusta leadership, visione e roadmap, l’adozione della tecnologia diventa ridondante o fuorviante.

Mentalità corretta, trasformazione ottimale

Esistono diversi approcci alla trasformazione digitale.
La chiave per gli intermediari è discernere quale soluzione è la migliore in base a obiettivi e le sfide aziendali.

Non farti distrarre dai miti.
La trasformazione digitale per gli intermediari è sempre un’istanza che deve mettere d’accordo le esigenze aziendali con quelle dei clienti, non esiste una soluzione standard, ma un insieme di risorse che possono concorrere a trovarne una specifica.

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