Donne ed educazione finanziaria e assicurativa

Le donne, si sa, sono coloro che gestiscono l’economia domestica. Nell’ultimo anno, tuttavia, a causa della pandemia Covid-19, si sono trovate a dover riorganizzare le spese familiari.

Tra la DAD e lo Smart working, infatti, non sono state poche le spese impreviste da dover sostenere. 

Pc e tablet, solo per dirne alcune, senza pensare alla riorganizzazione della casa, trasformando alcune stanze in ufficio o in un’aula scolastica.

Donne e gestione del budget familiare

Secondo alcuni dati emersi dal Comitato per la Programmazione e il Coordinamento delle Attività di Educazione Assicurativa e Finanziaria Doxa, il 40% delle italiane oggi non è in grado di far fronte a una spesa imprevista di 2000 euro. 

Inoltre, 1 donna su 2 dichiara di essere stata costretta a modificare del tutto o in buona parte i propri obiettivi di vita a medio e lungo termine. 

Non solo: sono donne il 70% dei 444 mila disoccupati creati dalla crisi pandemica e così il 40% della popolazione femminile soffre oggi di ansia finanziaria. 

Anche i dati di Ipsos illustrano un quadro in cui in Italia, 1 donna su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica a causa della crisi pandemica, mentre 1 lavoratrice su 2 ha paura di perdere il proprio posto di lavoro. 

Nel 2020 sono state 37.000 le dimissioni volontarie di neomamme. 

Come è cambiata la gestione della famiglia?

Durante il primo lockdown la gestione familiare è cambiata tantissimo: siamo passati da una vita frenetica a una vita chiusi in casa. 

Le donne, spesso, hanno riorganizzato la propria abitazione in modo che ogni componente della famiglia potesse avere i propri spazi per svolgere le proprie attività.

Cambiano, inoltre, le preoccupazioni degli italiani. Il 71% di loro ritiene che sia la salute la preoccupazione principale, a seguire la perdita del lavoro e la salute dei propri figli e genitori

Per questo motivo la propensione all’acquisto di polizze assicurative è raddoppiata tra gli italiani.

Secondo gli ultimi dati del Comitato per la Programmazione e il Coordinamento delle Attività di Educazione Assicurativa e Finanziaria Doxa, 3 italiani su 10 avrebbe difficoltà a reperire risorse per affrontare spese improvvise post Covid-19. Questo dato riguarda, in particolar modo, i giovani e le donne, la cui percentuale sale al 38%.

Alcuni consigli

Come si può gestire il bilancio familiare in modo più ottimale? 

Innanzitutto va detto che gli italiani hanno l’attitudine a tenere i propri soldi in liquidità sul conto corrente, ma questa predisposizione è inefficiente. 

Quello che si dovrebbe fare è conservare una parte del proprio risparmio e l’altra parte investirla in strumenti di protezione, finanziari e previdenziali, al fine di tutelare la famiglia, proteggere il futuro proprio e dei figli e incrementare le risorse economiche. 

A questo proposito, la senatrice degli Stati Uniti Elizabeth Warren ha introdotto il “Metodo del 50/20/30” al fine di fornire un mezzo che possa aiutare le famiglie a gestire le proprie risorse. 

Secondo questo modello il 50% delle risorse finanziarie di un nucleo familiare, devono essere indirizzate alle spese necessarie, come supermercato, utenze, mutuo, affitto. Il 30% deve essere rivolto alle spese non necessarie ma che sono ritenute importanti, come andare in palestra, al cinema, a teatro. Il restante 20% deve essere risparmiato e dedicato a dare maggiore serenità alle famiglie. 

Gli intermediari 

In questo scenario la professione degli intermediari gioca un ruolo centrale. 

Questo perché da un lato è chiaramente cambiata la vita e le abitudini private e lavorative di ciascuno di noi. Di conseguenza, sono nate nuove esigenze e, quindi, nuovi rischi. 

C’è l’urgenza di ideare e proporre delle soluzioni assicurative innovative, che possano migliorare lo stile e la qualità della vita del cliente.

Dall’altro lato, in maniera altrettanto evidente, c’è l’urgenza di ideare delle soluzioni finanziarie personalizzate, costruite cioè sull’effettiva forza economica del cliente. 

Tra i lavori attuali e futuri più richiesti, quindi, è sicuramente in crescita la domanda di professionisti nel settore assicurativo e del credito.

 

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