Registro degli operatori in Criptovalute: tanti player stranieri

Il 15 Luglio è scaduto il termine entro il quale gli operatori in criptovalute già attivi, anche online, nel nostro Paese, avevano l’obbligo di iscriversi al Registro tenuto dall’OAM per non essere considerati abusivi in caso di operatività senza avere presentato la relativa istanza di iscrizione. Per chi entra sul mercato invece l’iscrizione è necessaria prima di iniziare l’attività.

Si ricorda che hanno l’obbligo di iscrizione:

  • i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale: intermediari, anche online, che offrono servizi funzionali a utilizzo, scambio, conservazione di valuta virtuale, conversione in valute aventi corso legale o in rappresentazioni digitali di valore, comprese quelle convertibili in altre valute virtuali, servizi di emissione, offerta, trasferimento e compensazione, ogni altro servizio funzionale all’acquisizione, negoziazione, intermediazione delle medesime valute, prestatori di servizi di portafoglio digitale;
  • i prestatori di servizi di portafoglio digitale: intermediari, anche online, di servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti, per detenere, memorizzare e trasferire valute virtuali.

Ad oggi oltre ai tanti attori dell’ecosistema italiano sono tanti i player stranieri che risultano iscritti. Tra questi attirano l’attenzione sicuramente nomi come Binance, Coinbase, Trade Republic.

Trade Republic è una piattaforma di investimento e risparmio leader in Europa, già in possesso di una licenza da intermediario mobiliare in Germania e che ha inoltre recentemente ottenuto una licenza come operatore di criptovalute anche in Spagna, uno dei 6 mercati in cui opera. Trade Republic ha dichiarato di avere avuto l’ammissione al Registro Oam  proprio il 15 luglio anche se aveva iniziato ad operare in Italia già a dicembre con la missione di rendere risparmio e investimenti alla portata di tutti.

Binance, la più grande borsa di criptovalute al mondo, guidata e fondata dal misterioso CZ, si era invece registrata presso l’ente regolatore nel Paese già a maggio, dopo aver stabilito la sua sede a Lecce.

La concorrente di Binance, Coinbase, il principale sistema di scambio di criptovalute statunitense, ha reso noto, a luglio, in un blog di aver ottenuto l’approvazione da parte delle autorità di regolamentazione italiane per continuare a fornire i propri servizi ai clienti in Italia. Il vicepresidente di Coinbase, Nana Murugesan, nello stesso blog ha scritto: “Stiamo rafforzando la nostra presenza in Europa. Il nostro obiettivo è far crescere la nostra base di clienti lanciando la suite Coinbase di prodotti retail, istituzionali e dell’ecosistema”.

Compaiono anche tutti i principali attori italiani dell’ecosistema delle valute virtuali, a partire dagli exchange nazionali come Young Platform e The Rock Trading, per arrivare a servizi di intermediazione come Conio e Tinaba, da servizi di wallet digitale finalizzati alla finanza decentralizzata “istituzionale” come Anubi Digital fino a player innovativi come CheckSig, attivo sia come piattaforma che come custodian.

Tutti questi player importanti testimoniano sicuramente la crescente presenza nei servizi legati alle criptovalute.

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