Intermediari, smart working e sicurezza informatica

Dall’inizio della situazione pandemica, le nostre case si sono trasformati in uffici e le giornate sono trascorse al computer, cercando di riadattare le abitudini professionali. 

Tra lavoro, didattica a distanza e motivi altri, nell’ultimo anno e mezzo sono più che raddoppiate le ore che solitamente trascorriamo al pc.

Per questo motivo è diventato urgente il tema della sicurezza informatica. 

Il 71% dei responsabili della sicurezza, infatti, ritiene che il lavoro da remoto ha avuto un significativo impatto sull’aumento degli attacchi informatici. 

In occasione del Security Connect 2021 VMware, è stato realizzato un sondaggio online proprio per indagare circa il tema della sicurezza informatica.

Alcuni dati 

Questo sondaggio ha visto coinvolti 3.542 CIO, CTO e CISO nel dicembre 2020 di  tutto il mondo, compresa l’Italia.

Il rapporto ha esplorato l’impatto dei cyber attacchi e delle violazioni sulle organizzazioni e descrive come i team di sicurezza si stanno adattando a queste sfide. 

L’accelerazione della trasformazione digitale ha portato i team di sicurezza ad affrontare minacce in evoluzione, poiché i criminali informatici colgono l’opportunità di eseguire attacchi mirati sfruttando la rapida innovazione e la forza lavoro ovunque. 

Quasi l’80% delle organizzazioni intervistate ha subito attacchi informatici a causa del maggior numero di dipendenti che lavorano da casa, evidenziando vulnerabilità nelle tecnologie di sicurezza legacy.

La sicurezza informatica in Italia

In Italia, l’85% degli intervistati – l’81% globalmente – ha subito una violazione negli ultimi dodici mesi. Le aziende colpite hanno subito una media di 2,4 violazioni durante tale arco temporale.

Eppure, i professionisti della sicurezza hanno sottovalutato la probabilità di una violazione materiale. 

Solo il 41% dice di temere una violazione materiale nel prossimo anno, dato ben al di sotto della media globale del 56%, e poco più di un terzo – 40% in Italia, 41% globalmente – ha aggiornato le proprie policy di sicurezza e l’approccio per mitigare il rischio.

Debolezza dei processi, tecnologia di sicurezza obsoleta, la recrudescenza del ransomware e il lavoro da remoto creano una superficie di attacco imprevedibile.

Come fare per proteggere i propri dati digitali? 

La cultura informatica in Italia 

Quello che è emerso con chiarezza da questo sondaggio è che in Italia c’è una scarsa cultura informatica. 

Molti intermediari, infatti, dichiarano di non conoscere sufficientemente il settore informatico per scegliere la modalità di sicurezza più adatta alle proprie necessità.

Se ci pensi, sul tuo computer conservi molte informazioni fondamentali per il tuo lavoro: dati sensibili personali e dei clienti, progetti che ti vedono coinvolto, per non parlare di dati bancari e quant’altro.

Come fare, quindi, per proteggersi dagli attacchi informatici?

La conoscenza del settore rappresenta sicuramente un primo passo fondamentale.

Per approfondire queste tematiche, un buon punto di partenza è il nostro blog, nel quale affrontiamo diverse tematiche sul mondo digital e tecnologico. 

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