Intermediari del credito – report di mercato sull’economia italiana nel 2021

Possibile una crescita nel 2021 sopra il 4% ma pesa l’incognita delle vaccinazioni.

Due incognite e due condizioni: è tutt’altro che scontata la possibilità che l’Italia torni a crescere sopra il 4% nell’anno in corso. 

La ricerca

Lo mette in evidenza la Banca d’Italia nell’ultimo Bollettino economico che parla apertamente di rischi.

Le due incognite sono il successo della campagna di vaccinazione e una favorevole evoluzione dei contagi. 

Le due condizioni sono che venga “mantenuto il sostegno all’economia e che si dimostrino efficaci gli interventi in corso di introduzione nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.

Alcuni dati

Secondo gli organismi internazionali e gli analisti censiti in marzo da Consensus Economics, il PIL si espanderebbe quest’anno a tassi superiori al 4%, con una ripresa significativa nella seconda parte dell’anno, sostenuta dal contesto globale.

Questo dato è stato confermato anche dal Bollettino economico dello scorso gennaio, nel quale i dati emersi facevano ben sperare.

I rischi 

Questo scenario non è però esente da rischi, rappresentati, appunto, dall’andamento dei contagi e delle vaccinazione, dall’attuazione del PNRR e dalla prosecuzione delle misure a sostegno dell’economia.

I tempi delle decisioni europee e nazionali faranno dunque la differenza per garantire che la ripresa economica parta con il passo giusto.

Primo trimestre 2021

Nell’immediato occorre fare i conti con un primo trimestre 2021 nel quale l’attività economica sarebbe rimasta pressoché invariata rispetto ai tre mesi precedenti.

I servizi avrebbero continuato a risentire dei timori per la diffusione dei contagi e degli effetti delle misure restrittive, mentre sarebbe cresciuta la manifattura.

Tenendo conto dei valori osservati sino alla fine di febbraio e dei dati emersi a marzo, nei primi tre mesi dell’anno la produzione industriale sarebbe aumentata di poco meno dell’1% rispetto all’ultimo trimestre del 2020.

Segnali positivi vengono innanzitutto dall’indice dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero.

Tuttavia, anche il debole andamento del valore aggiunto dei servizi risulta in miglioramento rispetto ai mesi autunnali.

Tempi lunghi di recupero per le imprese

Complessivamente, secondo l’indagine della Banca d’Italia, ci vorrà tempo perché la produzione torni ai livelli pre-pandemia.

In media 16 mesi ma poco meno dell’8% della società non ritiene di poter recuperare in futuro i livelli produttivi antecedenti l’insorgere del Covid. 

Le previsioni di investimento per il complesso dell’anno in corso si sono moderatamente rafforzate in tutti i settori; sono più favorevoli per le imprese manifatturiere.

I primi risultati della ricerca

Secondo la Banca d’Italia l’evoluzione del quadro congiunturale rimane decisamente più sfavorevole per le piccole imprese rispetto alle grandi, soprattutto nel Centro e nel Mezzogiorno. 

L’intermediazione nel 2021 

Rimane cruciale il lavoro degli intermediari del credito all’interno di uno scenario socio – economico sempre più complesso.

I professionisti di questo settore hanno il compito di leggere ed interpretare la vita sociale del nostro paese, al fine di riuscire a conoscere nel profondo le necessità dei propri clienti, attuali e futuri.

La chiave dell’intermediazione resta ancora la personalizzazione.

Sapere cosa e perché accade nella società consente agli intermediari di costruire proposte nel settore del credito altamente specifiche.

Riuscire a personalizzare le soluzioni del credito significa, di conseguenza, offrire un grosso contributo nella rinascita dell’economia nazionale.

 


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