Educazione finanziaria: perché è indispensabile per gli italiani

Nel mondo, al primo posto tra i paesi che registrano le migliori conoscenze e competenze in ambito finanziario, troviamo la Cina, mentre l’Italia si posiziona agli ultimi posti seguita da paesi come l’Argentina e l’India.

Si potrebbe ipotizzare che in parte la causa è legata al fatto che nella maggioranza dei paesi stranieri, i giovani abbandonano il nido familiare molto presto per motivi di studio o per promuovere i primi passi nel mondo del lavoro.

Molti di questi si finanziano autonomamente gli studi, lavorando allo stesso tempo.

Inoltre, sono molte le scuole che prevedono l’alternanza studio lavoro, retribuito, già con vere e proprie responsabilità.

Tutto questo porta i ragazzi a sapersi destreggiare, già in giovane età, con scelte e problematiche legate alla gestione del proprio denaro.

Educazione Finanziaria in Italia

In Italia il livello generale di competenze in ambito finanziario è considerato al di sotto della media mondiale.

La maggior parte degli italiani, infatti, rientra anche per sua stessa ammissione, in quello che è stato definito dai tecnici del settore “analfabetismo finanziario”.

Con questo termine si fa riferimento alla scarsa capacità di gestire ed organizzare i propri risparmi e preventivare una spesa che dovrà essere sostenuta nel breve periodo.

Perché è importante l’educazione finanziaria?

Secondo l’OCSE – Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – per educazione finanziaria s’intende:

La capacità di comprendere e applicare efficacemente varie abilità finanziarie, tra cui la gestione finanziaria personale, il budget e gli investimenti. L’alfabetizzazione finanziaria aiuta le persone a diventare autosufficienti per raggiungere la stabilità finanziaria.

Inoltre, secondo l’OCSE una sufficiente conoscenza finanziaria permette di:

  • gestire il proprio denaro e far quadrare meglio i conti in casa;
  • ottimizzare le spese in base a quelle che sono le entrate;
  • essere in grado di accantonare una somma di denaro a cui attingere nel momento del bisogno, proporzionalmente a quelle che sono le proprie possibilità. Di conseguenza si riduce la propensione all’indebitamento;
  • nel caso in cui ci si ritrovi a contrarre un prestito, essere poi in grado di restituire la somma ottenuta a scadenza e far fronte serenamente alle rate mensili;
  • imparare a comprendere gli elementi fondamentali che compongono un contratto di finanziamento, in particolare il tasso d’interesse applicato;
  • comprendere l’importanza di differenziare i propri investimenti.

Queste sono solo alcune delle competenze di base nell’ambito finanziario e del credito che ciascuno di noi dovrebbe possedere, al fine di gestire ed organizzare l’economia domestica quotidiana.

Proprio alla luce di questi dati, inoltre, sembra chiaro che in Italia sia centrale la figura dell’Intermediario del credito.

Un professionista capace cioè di guidare i clienti verso le scelte migliori in termini finanziari.

Come fare per diventare un intermediario del credito?

Ne abbiamo parlato qui.

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