Consumi degli italiani: opportunità per gli Intermediari del credito

Tornano a salire i consumi degli italiani, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazione e al conseguente allentamento delle restrizioni.

Tuttavia, non accenna a flettare la propensione al risparmio.

Questo è il quadro che emerge dalla lettura dell’ultimo Bollettino della Banca d’Italia.

Analisi della condizione socio – economica 

Nel 2020 la caduta dei consumi delle famiglie ha raggiunto il 10,7% rispetto al reddito disponibile, sceso solo del 2,6% grazie ai sostegni pubblici.

Ne è derivato un eccezionale incremento del tasso di risparmio, pari al 15,8%; un livello quasi doppio rispetto a quello medio del decennio precedente.

Tuttavia, l’utilizzo del risparmio accumulato dalle famiglie nel futuro prossimo potrà fare la differenza sull’andamento dell’economia italiana.

L’OAM

Secondo una delle ultime pubblicazioni dell’OAM, le famiglie italiane, pur nell’ipotesi di una progressiva rimozione delle misure restrittive, prevedono di utilizzare parte della maggiore ricchezza per  le spese future, ma ancora con considerevole cautela. 

I nuclei intervistati, indicano in particolare che quest’anno destinerebbero a finalità di consumo circa un terzo dei risparmi accumulati nel 2020.

In effetti, secondo l’OAM, è verosimile che almeno parte della spesa in beni durevoli e semidurevoli non effettuate nel 2021, sia stata posticipata al 2021.

Al contrario, è meno plausibile che ciò valga anche per servizi e beni non durevoli.

Infatti, va considerato che nella media del 2020, i minori acquisti di beni durevoli e semidurevoli hanno contribuito per poco meno del 20% alla caduta del consumi interni.

Progressiva la riduzione del tasso di risparmio nel prossimo biennio 

Nonostante la ripresa dei consumi, il tasso di risparmio diminuisce solo in modo progressivo nel triennio di previsione, rimanendo al di sopra dei valori pre – pandemia.

Questa valutazione, tuttavia, è caratterizzata da particolare incertezza, in considerazione dell’eccezionalità della contrazione dei consumi durante la pandemia e delle sue determinanti.

Alla luce di questi fatti, secondo l’OAM, sono due i possibili scenari futuri: quello più pessimistico, in base al quale i timori delle famiglie sulle prospettive dell’occupazione e del reddito potrebbero essere più persistenti. 

Ne conseguirebbe una ripresa più lenta dei consumi e, nel 2021, la crescita del PIL scenderebbe di circa mezzo punto percentuale, cioè al 4,6%.

Nello scenario più favorevole, invece, un più rapido miglioramento della situazione epidemica e del recupero della fiducia, potrebbe indurre le famiglie ad aumentare la spesa in misura più ampia.

I dati, tuttavia, sono ancora incerti

È però evidente la necessità di figure professionali capaci di proporre delle soluzioni di risparmio mirate a tutelare la situazione economica delle famiglie italiane.

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