Scatola nera le riduzioni dei premi sono un miraggio

L’introduzione della scatola nera nelle intenzioni doveva portare una ventata di significative riduzioni delle tariffe RCA; il dispositivo una volta installato sulla vettura dovrebbe consentire un maggiore controllo dell’automobilista con informazioni precise (velocità media guida equilibrata, etc) ed ovviamente le dinamiche relative ad un eventuale sinistro, in questo modo sarebbe possibile intercettare eventuali truffe effettuate con falsi sinistri.

Questa in breve la spiegazione con la quale il governo Monti ha sostenuto la Black Box che abbattendo il numero dei falsi sinistri avrebbe consentito una riduzione delle tariffe assicurative, ma fin dall’inizio esistevano dubbi sulla buona riuscita di questa operazione. L’obbligo di installazione della scatola nera entrerà in vigore subito dopo che il relativo Regolamento Attuativo verrà emanato, l’IVASS (l’istituto di vigilanza che ha sostituito l’ISVAP) lo sta predisponendo in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità Garante della Privacy. L’utilizzo del dispositivo in maniera obbligatoria comporta (secondo la legge sulle liberalizzazioni del Marzo 2012) da parte delle compagnie assicurative una significativa riduzione dei premi e le spese a carico delle stesse, poiché tale disposizione ha come scopo benefici in termini economici per i consumatori e per le compagnie che con un controllo preciso saranno in grado di intensificare i controlli sulle truffe inerenti ad i falsi sinistri ed applicare provvedimenti specifici e mirati agli automobilisti più indisciplinati.

Il problema che sorge è l’applicabilità delle riduzioni dei premi assicurativi, nel momento in cui l’IVASS rende operativo l’obbligo d’installazione della scatola nera a bordo del dispositivo non vendono presi in considerazione i costi aggiuntivi derivanti dalla commercializzazione dei prodotti assicurativi collegati. I costi di impianto potrebbero infatti tradursi in aumenti dei prezzi, inoltre sono presenti due scuole di pensiero sull’applicazione della riduzione: da una parte andrebbe applicata al momento rinnovo di contratto, dall’altra (interpretazione IVASS) andrebbe ad incidere rispetto al premio pagato nel corso dell’anno precedente. In questo scenario potrebbero pagare un conto salato coloro che provocano dei sinistri che oltre all’aumento del caso previsto si troverebbero a far fronte a quello derivante dagli sconti concessi agli altri.

Leggendo varie fonti presenti sul web si ipotizza che il sistema della black box costerebbe circa 3,1 miliardi di euro alle compagnie, con questi costi le riduzioni potrebbero essere un miraggio per i consumatori che sono in attesa da anni. In questo scenario altro dato su cui riflettere è che sempre più italiano stanno scegliendo di lasciare l’auto in garage per spostarsi con altre modalità, come a piedi, in bici o con i trasporti pubblici ove è presente un’adeguata copertura del territorio. La crisi economica che ha investito il nostro paese inizia ad incidere maggiormente sui costi che ogni consumatore deve affrontare nella vita di tutti i giorni in primis assicurazione RCA e carburante.

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