Mediatori, rivoluzione in atto?

La decisione che ha portato a rimpiazzare Razzante alla guida dell’OAM può essere letta con diverse chiavi di lettura, la prima è che all’istituto dei mediatori servissero nuove competenze tele decisione avrebbe portato a sostituire Razzante con una Vera Frateschi. La seconda, la più plausibile è legata alle dichiarazioni di Razzante in merito all’iscrizione obbligatoria all’OAM da parte dei promotori finanziari, che come è noto hanno già un loro albo al quale vi devono essere iscritti la posizione di Razzante è la seguente: «È come se gli ingegneri fossero costretti a iscriversi all’albo dei geometri, mentre le professioni sono già ben codificate da ottimi Testi unici. Creare due albi e concedere all’OAM la possibilità di stabilire il costo dell’iscrizione è a mio parere fuorviante», ha dichiarato, aggiungendo di sentirsi «rammaricato per non essere stato preventivamente informato e consultato sulla scelta del ministero».  Inoltre ha già ribadito che la sua posizione era semplicemente quella di un tecnico e di una valutazione in merito a questo provvedimento intrapreso ma c’è da registrare che i contributi dei promotori (ricordiamo che sono pari circa alla metà di quelli versati dai mediatori come stabilito dall’OAM) sono ovviamente utili nelle casse dello stesso organismo. Sull’altro versante e cioè quello di promotori si scorge all’orizzonte una guerra in atto infatti l’Anasf, l’associazione che li rappresenta ha già dato via ad una petizione per modificare la legge ed ha raccolto già 8000 firme.


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