Euribor

Euribor: cosa devi sapere per proporre mutui a tasso variabile

Vuoi proporre un mutuo a tasso variabile a un tuo cliente? Per farlo, scopri i segreti dell’Euribor  

Prima di proporre un mutuo a un tuo cliente devi conoscere alla perfezione i meccanismi che lo regolano. Per esempio, se la sua scelta fosse orientata verso un mutuo a tasso variabile, dovresti subito interrogarti su cos’è l’Euribor e come funziona. In questo articolo ti offriamo alcune informazioni per saperne di più su questo argomento, utili soprattutto se stai studiando per diventare un intermediario finanziario (OAM) e vuoi approfondire alcune tematiche.

Che cos’è l’Euribor

Iniziamo dalla definizione di Euribor. Parliamo, come spesso avviene nel settore finanziario, di un acronimo. Euribor è composto da cinque parole (Euro-Inter-Bank-Offered-Rate). Queste parole, insieme, fanno riferimento a un parametro che viene usato per calcolare il tasso utilizzato per un mutuo a tasso variabile.

C’è poi un’altra distinzione da fare, sulla durata. I tassi Euribor si differenziano in base al tempo. Troverai allora Euribor a 1 mese, a 3 mesi, 6 o 12 mesi.

Come si calcola

Entriamo ancora più nel vivo dell’argomento per raccontare come viene calcolato l’Euribor. C’è da premettere che il calcolo viene effettuato dal Global Rate Set Systems Ltd, ovvero una società che è specializzata proprio nell’amministrazione degli indici di riferimento, sotto il controllo di EMMI (European Money Markets Institute), che ne comunica giornalmente il valore.

Il calcolo, in linea generale, è intuitivo: la società si occupa di fare la media tra i tassi forniti  dalle banche (sono 19) che fanno parte del panel, escludendo dal computo il 15% del tasso più alto e il 15% del tasso più basso ottenuto.

Scendendo nel dettaglio, ci sono tre parametri che lo definiscono:

  • Il primo come dicevamo è la durata del mutuo, che può essere da un mese fino a un anno. In linea generale, i tassi di interesse sono direttamente proporzionali alla durata del mutuo.
  • La seconda variabile è la base del tasso, che ha due distinzioni in base al numero dei giorni considerati: 360, calcolando l’anno commerciale, e 365 in base all’anno solare.
  • Per ultimo c’è un altro dato da considerare, ovvero le variazioni che avvengono tra una banca e l’altra in base alla data di rilevazione.

Nota bene: l’Euribor sommato allo spread definisce quello che è il TAN, ovvero il tasso annuo nominale per il  mutuo a tasso variabile.

Esempi di Euribor a tre mesi

L’influenza dell’Euribor sulla rata di un mutuo, prendiamo il caso dell’Euribor a 3 mesi, dipende dalle politiche adottate dalla banca. Per esempio, ci sono banche che prevedono la possibilità di decidere ogni cinque anni come indicizzare il mutuo, ovvero a tasso fisso o variabile. 

Tornando all’esempio dell’Euribor a 3 mesi, aggiungiamo che il calcolo viene effettuato dalle banche ogni giorno. In genere, il valore del tasso è positivo, anche se c’è la possibilità che l’Euribor scenda sotto lo zero. Come puoi ben immaginare, un tasso Euribor a tre mesi negativo rende molto vantaggiosa la rata di un mutuo a tasso variabile.  

Come sceglierne uno

Da quello che ti abbiamo raccontato finora avrai capito che stabilire l’andamento dell’Euribor nel lungo periodo è impossibile, perché viene determinato dalla media dei tassi a cui le banche si prestano tra loro denaro: concretamente nessuno potrà determinare questo tasso tra cinque o dieci anni.

Quello che, tuttavia, puoi fare per tutelare il tuo cliente è leggere in modo oculato la proposta della banca, facendo attenzione a che tipo di Euribor viene indicato nel contratto: se Euribor mensile, trimestrale o semestrale ecc.

In genere si tende a scegliere, ma non è una regola fissa, un Euribor mensile se le rate sono mensili, trimestrali se sono trimestrali e via discorrendo. Quello che è certo è che i tassi su un periodo più lungo sono più elevati rispetto a quelli di breve termine. 

Un altro aspetto da considerare, poi, è anche se la banca in questione considera l’anno commerciale o l’anno solare. L’Euribor 365 ha un valore maggiore rispetto al 360 (in genere dello 0,05%). Va detto che la scelta è a completa discrezione della banca ed è per questo che tu come intermediario debba prestare molta attenzione alle clausole stabilite nel contratto.

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