Agenti e Subagenti assicurativi, il vero motore del mercato assicurativo

Agenti e subagenti assicurativi sono due tra le figure professionali che oggi probabilmente, pur con la crisi che ha investito gran parte dei settori produttivi, hanno un maggiore riscontro sul mercato del lavoro in termini di domanda. L’agente assicurativo (l’iscritto alla sezione A del RUI, il registro unico degli intermediari) è da sempre considerata una figura cardine del sistema di vendita delle compagnie, anche se c’è da rilevare la spietata concorrenza delle società online che stanno fagocitando importanti fette di mercato prima esclusivo appannaggio degli agenti.

Il lavoro dell’agente fondamentalmente è quello di curare il mandato della compagnia assicurativa, gestendo il parco clienti e spingendo la rete commerciale delle sub-agenzie e gestendone l’operato. Negli anni recenti molto spesso, come già detto, la forza imprenditoriale degli agenti è messa a dura prova da una sempre più spietata concorrenza da parte dei nuovi operatori che si affacciano sul mercato.
I segnali di ripresa non mancano, oggi il subagente è sempre più presente nelle ricerche di personale (ne abbiamo parlato qui), e anche se le compagnie stanno cercando da tempo di “alleggerire” il carico di lavoro degli agenti, il rischio è un prodotto che non va mai in pensione, anche in tempi di crisi.

Va sottolineato inoltre che i prodotti assicurativi stanno diventando sempre più presenti nella vita di chiunque, basti pensare alle polizze RC auto obbligatorie che sono uno dei pilastri del mercato, alle nuove RC professionali che saranno obbligatorie dal 13 agosto 2013 (ne abbiamo parlato qui) , e all’affacciarsi delle polizze sanitarie insieme a quelle vita (come detto qui). La differenziazione dell’offerta avrà come conseguenza una maggiore richiesta di attività sul territorio da parte di agenti e subagenti, non essendo l’Italia un paese già pronto ad un volume di vendita incentrato in gran parte sul mercato online.

Le compagnie si dovranno rendere conto che dare la possibilità agli agenti di crearsi un buon mercato, e di sviluppare quel tessuto commerciale che per anni è stato il vero motore delle grandi compagnie, deve ritornare ad essere la tendenza strategica, l’unica via per recuperare vera competitività.

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