La BCE abbassa i tassi d'interesse, ossigeno per prestiti e mutui.

La situazione economica attuale sta imponendo scelte drastiche in materia di politica monetaria, e vanno proprio in questa direzione i tentativi di ridare una boccata di ossigeno all’economia da parte della BCE la Banca Centrale Europea. Recentemente l’istituto monetario ha varato un ulteriore taglio sui tassi d’interesse di riferimento facendogli toccare la soglia del minimo mai raggiunto in precedenza, l’intento ovviamente è quello di stimolare l’economia reale cercando di portare prodotti del credito come prestiti e mutui ad un livello nettamente più accessibile alle famiglie e alle imprese italiane.

La progressiva riduzione delle richieste di mutuo è un chiaro sintomo che probabilmente i tempi non sono ancora maturi per quel clima di fiducia che manca per poter procedere con investimenti quali mutui ad esempio.

C’è però da sottolineare che l’attegiamento della BCE va nella direzione di innescare quella scintilla di fiducia da parte dei consumatori che possa far leva sul mercato ed accelerare la ripresa del mercato del credito; il taglio dei tassi d’interesse a questo punto potrebbe creare opportunità di mercato per gli intermediari ed i mediatori del credito che oggi sono diventati il vero volano del settore, assumendo un ruolo di primo piano rispetto al precedente ruolo di semplice alternativa al mercato bancario del credito.
Probabilmente la decisione della BCE aprirà il varco ad una platea di offerte molto vasta in cui sarà difficile orientarsi, e a fare da guida saranno sicuramente i vari intermediari e mediatori distribuiti su tutto il territorio nazionale, queste figure professionali sono indispensabili in uno scenario mutevole come questo, saper identificare precisamente le richieste dei consumatori, siano essi privati o imprese, ed indirizzarle verso i prodotti che possano essere più soddisfacenti in base alle necessità.

Piccoli segnali di ripresa vi sono, non così chiari da avere un pieno stimolo della crescita economica, ma vanno comunque presi in considerazione, sottolineando che una ripresa dei prodotti creditizi significherebbe anche maggiore propulsione all’edilizia che è uno dei settori che da sempre sotiene l’economia Italiana.

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