Bollettino Statistico Anno VI N. 14 – novembre 2019

 1. NOTA METODOLOGICA

Il perimetro della rilevazione e la fonte dei dati

Il presente Bollettino Statistico utilizza informazioni statistiche, desunte dai moduli di bilancio e di vigilanza, relative all’insieme delle imprese vigilate dall’IVASS, costituite dalle Imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra Spazio Economico Europeo (SEE)1 sottoposte alla vigilanza prudenziale dell’IVASS. Restano quindi escluse le imprese di assicurazione con sede legale in uno Stato SEE ammesse ad operare in Italia nel comparto auto in regime di stabilimento e di libertà di prestazione di servizi, in quanto tali imprese presentano i bilanci e la modulistica di vigilanza alle Autorità di Vigilanza dello Stato di origine, cui compete il controllo di solvibilità.

I dati del presente Bollettino si riferiscono solo al lavoro diretto italiano e descrivono le componenti di costo e ricavo della gestione tecnico-assicurativa del comparto auto costituito dai rami r.c. auto e natanti (rami 10+12, indicati di seguito con la sigla RCA) e dal ramo corpi di veicoli terrestri (ramo 3, indicato di seguito con la sigla CVT).

In particolare, relativamente al periodo 2013-2018, si forniscono gli andamenti relativi a: produzione, costi di gestione, sinistri e risultato tecnico.

Avvertenze
Il perimetro delle imprese
L’aggregato non comprende, per alcuni anni, informazioni relative a talune imprese. In dettaglio:

    • a partire dal 2010 non figura una rappresentanza di impresa extra SEE, che ha totalmente assegnato il proprio portafoglio a una rappresentanza operante in Italia di impresa SEE;
    • dal 2010 non figurano due imprese nazionali, sottoposte a liquidazione coatta amministrativa;
    • dal 2010, non figura un’impresa nazionale, che ha assegnato il portafoglio del solo ramo corpi di veicoli terrestri a una rappresentanza operante in Italia di impresa SEE;
    • dal 2013, non figura un’impresa nazionale, che ha totalmente assegnato il proprio portafoglio a una rappresentanza operante in Italia di impresa SEE;
Lo SEE (Spazio Economico Europeo) comprende i paesi dell’Unione Europea (UE), cui si aggiungono Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
Con riferimento ai soli rami r.c. auto e natanti (10+12) nel 2017, posto pari al 100% l’insieme dei: 1) premi del lavoro diretto italiano raccolti dalle imprese vigilate IVASS, 2) dei premi diretti raccolti dalle Imprese con sede legale in un altro Stato dello SEE ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi, la sola quota relativa alle imprese vigilate dall’IVASS copre il 94% del suddetto insieme. Il restante 6% è quindi raccolto dalle imprese SEE ammesse ad operare in Italia. Per maggiori dettagli si rinvia al Bollettino Statistico IVASS n. 17/2018 “Ramo r.c. auto: dati tecnici 2017”.
In questo ramo sono classificate le garanzie riguardanti i veicoli a motore o i natanti, diverse dalla R.C. Auto obbligatoria (incendio, furto, danni accidentali, collisione).

Oltre all’attività finalizzata alla copertura dei rischi localizzati in Italia, la nozione di lavoro diretto italiano delle imprese nazionali vigilate dall’IVASS comprende anche: 1) quella effettuata in regime di stabilimento e di libertà di prestazione di servizi per la copertura dei rischi localizzati in altri Stati dello SEE, 2) quella effettuata in Stati non aderenti allo SEE (esclusivamente in regime di libertà di prestazione di servizi). La quota relativa al lavoro diretto italiano concernente i rischi dei rami r.c. auto e natanti (10+12) ubicati all’estero rappresenta, nel 2017, appena lo 0,1% del totale dei premi del lavoro diretto italiano. Per maggiori dettagli si rinvia al Bollettino Statistico IVASS n. 17/2018 “Ramo r.c. auto: dati tecnici 2017”.
In questo ramo sono classificate le garanzie riguardanti i veicoli a motore o i natanti, diverse dalla R.C. Auto obbligatoria (incendio, furto, danni accidentali, collisione).

    • dal 2016 una impresa nazionale ha acquisito integralmente il portafoglio di due rappresentanze di imprese SEE operanti in precedenza in Italia;
    • nel 2017 una impresa nazionale, operante nel ramo corpi di veicoli terrestri, sottoposta a procedura di amministrazione straordinaria, non ha reso disponibili le informazioni di bilancio.

Per favorire la confrontabilità inter-temporale dei dati del comparto, tutte le variazioni di aggregati monetari o di conteggio di eventi sono state calcolate escludendo tali imprese per tutta la durata del periodo considerato.

Per apprezzare la consistenza dell’inflazione monetaria, alcuni importi sono presentati sia a prezzi correnti che a prezzi costanti 2018. Ove non specificato, gli importi si intendono a prezzi costanti.

Il sistema CARD per la r.c. auto

Con l’introduzione dal 1° febbraio 2007 della Procedura di Risarcimento Diretto, il numero dei sinistri del mercato r.c. auto è pari al totale dei sinistri gestiti direttamente dalle singole compagnie
assicuratrici. Tali sinistri sono costituiti da:

    • sinistri CARD: sono i sinistri direttamente trattati e liquidati dall’impresa c.d. gestionaria per conto dell’impresa c.d. debitrice, ai sensi delle procedure risarcitorie di cui agli art. 141
      (CARD-CTT) e 149 (CARD-CID) del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, comprensivi dei sinistri c.d. CARD NATURALI occorsi tra veicoli assicurati presso la medesima impresa. Precisamente, trattasi dei sinistri subiti da assicurati non responsabili del sinistro, o responsabili solo in parte, liquidati direttamente dalla compagnia dell’assicurato (compagnia gestionaria) per conto dell’impresa debitrice: la procedura è quindi gestita dall’impresa con la quale è assicurato il non responsabile del sinistro (o responsabile parziale), che dispone la perizia sul veicolo, quantifica il danno e formula un’offerta di risarcimento al proprio assicurato/danneggiato. Rientrano in questa tipologia i sinistri in cui sono coinvolti due veicoli assicurati, identificati entrambi immatricolati ed assicurati in Italia, limitatamente ai danni al veicolo e alle cose trasportate, ai danni fisici al conducente non responsabile non superiori a 9 punti di invalidità permanente (lesioni lievi) e ai danni fisici ai terzi trasportati sul veicolo non responsabile. La compagnia gestionaria liquida il danno secondo il costo effettivamente accertato e riceve in seguito un rimborso da parte della compagnia debitrice;
    • sinistri No CARD, sono i sinistri causati a terzi, trattati integralmente dalla compagnia dell’assicurato responsabile del sinistro, che di conseguenza, gestirà l’istruttoria. Ciò significa che disporrà la perizia sul veicolo, quantificherà il danno e formulerà un’offerta di risarcimento al terzo danneggiato. Rientrano in questo tipo di sinistri: in generale nei casi di incidente con veicolo immatricolato all’estero quelli con danni fisici ai passanti e/o al conducente non
In questa edizione alcuni valori sono stati rettificati rispetto alle edizioni precedenti. Le principali revisioni hanno riguardato il numero di veicoli assicurati del ramo CVT, a seguito di segnalazioni di rettifica nel frattempo effettuate dalle imprese.
Il rimborso è effettuato tramite la Stanza di Compensazione (gestita dalla Consap), in misura pari ad un forfait prefissato, differenziato in base alla natura del danno (al veicolo o danno fisico del conducente e danno fisico del trasportato).
L’analisi dei trend degli indicatori tecnici del sistema CARD va fatta tenendo presente che la coerenza del confronto può essere alterata dal fatto che solo dal 2009 si è reso obbligatorio per tutte le imprese gestire con questa procedura (risarcimento diretto) anche i sinistri cosiddetti “CARD naturali” (avvenuti tra veicoli assicurati dalla stessa impresa), per i quali vi siano le caratteristiche di applicabilità della procedura.

responsabile, con oltre nove punti d’invalidità permanente (dette lesioni gravi); quelli con danni fisici riportati dai trasportati a bordo dei veicoli assicurati responsabili dei sinistri, che hanno subito lesioni anche gravi (oltre i nove punti). Vi rientrano anche i sinistri relativi al rischio responsabilità del vettore e, infine, tutti i sinistri in cui non ci sia stata collisione ovvero quanto i veicoli coinvolti nel sinistro siano più di due. In caso di un incidente stradale provocato in Italia da un veicolo immatricolato all’estero, per richiedere il risarcimento dei danni subiti occorre inviare una richiesta di risarcimento all’UCI-Ufficio Centrale Italiano. In caso di incidente all’estero in uno dei Paesi aderenti al Sistema Carta Verde, provocato da un veicolo immatricolato e assicurato in uno degli Stati dello SEE, il risarcimento si ottiene inviando una richiesta al rappresentante nominato in Italia dalla compagnia del responsabile del sinistro (cosiddetto “mandatario”). Se l’incidente è provocato all’estero da un veicolo non immatricolato in uno dei Paesi dello Spazio Economico Europeo, non è possibile applicare la procedura sopra indicata. In questi casi, se l’incidente è accaduto in uno dei Paesi aderenti al sistema della Carta Verde, la richiesta di risarcimento potrà essere indirizzata all’impresa di assicurazione del responsabile del sinistro; se il veicolo che ha provocato il danno è immatricolato in uno Stato diverso rispetto a quello di accadimento, la richiesta dovrà essere indirizzata al Bureau nazionale dello Stato di accadimento del sinistro (gli indirizzi dei vari Bureaux sono indicati nel sito internet dell’UCI).

Indice di smontamento della riserva sinistri

Nelle tavole allegate (Appendice A – Tavola 31 per la r.c. auto e natanti, Appendice B–Tavola 26 per il CVT) è riportato, per ogni generazione sinistri, l’indice di smontamento della riserva sinistri per ogni anno di sviluppo dei pagamenti della generazione fino all’ ultimo anno di bilancio disponibile.
L’indicatore è costruito secondo la seguente espressione:

dove:
n indica l’anno di bilancio di riferimento del bollettino (2018);
g=2007, 2008…n−1 indica la generazione di accadimento (per il CVT: g=2011, 2012 …n−1); k=0, 1,.., n−g−1 indica l’anti-durata (o anno di sviluppo della generazione).
Pertanto un indice superiore/inferiore a 1 indica che la riserva accantonata all’anno prima per una determinata generazione di sinistri è risultata insufficiente/eccedente a far fronte ai relativi pagamenti successivi e al nuovo accantonamento di riserva residua (se la generazione non è esaurita) alla fine dell’ultimo bilancio disponibile (vedi anche la voce di Glossario: indice di smontamento della riserva sinistri).

Allegati

Gli allegati “tavole statistiche”, forniti esclusivamente in formato Excel, sono i seguenti:
Allegato A – “COMPARTO_AUTO_RCA_NATANTI.XLSB” Statistiche relative alla gestione dei rami: 10. Responsabilità civile autoveicoli terrestri; 12. Responsabilità civile veicoli marittimi, lacustri e fluviali.

Allegato B – “COMPARTO_AUTO_CVT.XLSB” – Statistiche relative alla gestione del ramo 3. Corpi di Veicoli Terrestri.

È disponibile in allegato un Glossario di termini assicurativi come ausilio alla comprensione del Bollettino:

Allegato C – “GLOSSARIO_COMPARTO_AUTO.pdf”.

2.SINTESI

Caratteristiche della rilevazione

Il Bollettino riguarda l’attività assicurativa in Italia nel comparto auto delle imprese vigilate dall’IVASS (imprese nazionali e Rappresentanze per l’Italia di imprese con sede legale in uno stato extra Spazio Economico Europeo). Il comparto auto comprende le coperture obbligatorie della responsabilità civile (“r.c. auto e natanti”) e quelle per l’auto non obbligatorie (“corpi di veicoli terrestri”), relative a rischi come il furto e l’incendio.

Il comparto auto

Nel 2018 i premi contabilizzati complessivamente nel comparto si sono attestati a 16.219 milioni di euro, costituendo il 49% della produzione dei rami danni, quota in continuo calo negli ultimi anni (era 49,6% nel 2017, 50,5% nel 2016 e 55,5% nel 2013).

Rami r.c. auto e r.c. natanti

    • Nel 2018, i premi contabilizzati dalle 42 imprese del settore sono stati pari a 13.252 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, registrando un’interruzione di tendenza dopo sei anni consecutivi in flessione (i premi del 2018 sono infatti i quattro quinti
      di quelli del 2013). La quota dei premi r.c. auto e natanti sul totale dei rami danni è continuata a scendere nel 2018, attestandosi al 40% (41% nel 2017 e 48,3% nel 2013). Gli autoveicoli assicurati nel 2018 sono 39,3 milioni (+1,7% rispetto al 2013).
    • I sinistri denunciati con seguito nel corso del 2018 (e accaduti nello stesso anno) sono stati 2.134.481 (–2,3% rispetto al 2017). Rispetto al 2013, le denunce di sinistro sono complessivamente diminuite(1,3%).
    • La frequenza sinistri complessiva rispetto ai veicoli assicurati (pari a 39.290.466; +0,7% rispetto al 2017) è del 5,94% nel 2018, in diminuzione in confronto al valore di 6,12% del 2017
    • Il premio medio per polizza emessa nel 2018, al netto di oneri fiscali e parafiscali si attesta a 337 euro (–1,7% rispetto all’anno precedente e –21,6% rispetto al 2013, tenuto conto dell’inflazione), ma la riduzione risulta più contenuta rispetto a quella registrata nei quattro anni precedenti.
    • Il pagamento medio per sinistro è stato di 2.566 euro, in aumento (a prezzi costanti 2018) del +4,4% rispetto al 2013.
    • Per effetto della lieve riduzione della raccolta premi di competenza e del contenuto aumento degli oneri complessivi per sinistri, si è registrato un leggero aumento del loss ratio (dal 75,9% del 2017 al 76,1% del 2018).
    • L’expense ratio, ossia l’incidenza delle spese di gestione sui premi, resta sostanzialmente stabile (21,1% nel 2018, rispetto al 21,2% del 2017).
    • Il saldo tecnico è pari a 180 milioni di euro, al quale contribuisce il saldo di riserva sinistri al per 428 milioni di euro che diventano 558 milioni tenendo conto dei recuperi (da franchigie, rivalse, ecc.). Includendo le componenti economiche derivanti dai rendimenti finanziari e dalle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo è pari a 459 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 696 milioni di euro del 2017 (–34,1%).
Inclusiva della stima per i sinistri accaduti ma non ancora denunciati (IBNR).
    • Se si escludono le componenti finanziarie, di riassicurazione e altre voci residuali, il margine tecnico atteso per polizza emessa nel 2018 è pari a 1 euro, e quindi ritorna in positivo, dopo i –4 euro del 2017 e i 2 euro del 2016, ma su un livello nettamente inferiore rispetto ai 50
      euro del 2013 (a prezzi costanti 2018).

Ramo corpi di veicoli terrestri

  • I premi contabilizzati nel 2018, raccolti da parte delle 47 imprese del settore, raggiungono 2.967 milioni di euro (9,0% sul totale dei premi danni e in crescita del +5,9% rispetto al 2017).
    Si conferma il trend positivo iniziato nel 2015 (+2,9%; +6,3% nel 2016 e +6,2% nel 2017), dopo una riduzione della raccolta di quasi il 30% nei sette anni precedenti (2008-2014). Il numero di veicoli assicurati nel 2018 è pari a 19,7 milioni (+14,5% rispetto al 2013).
  • I sinistri sono in totale 1.132.568, in netto aumento (+5%) rispetto al 2017 e allineati al livello del 2013.
  • La frequenza sinistri complessiva rispetto ai veicoli assicurati è del 5,74%, stabile rispetto al 2017.
  • Il premio medio per polizza emessa nel 2018, al netto degli oneri fiscali e parafiscali, è pari a 150 euro (stabile rispetto al 2017).
  • Per ogni sinistro sono stati pagati in media 1.401 euro (con un incremento del +1,7% rispetto al 2013, a prezzi costanti 2018).
  • Il saldo tecnico è pari a 228 milioni di euro, al quale contribuisce il saldo di riserva sinistri per 28 milioni di euro (38 milioni considerando il saldo dei recuperi). Tenuto conto delle componenti economiche derivanti dai rendimenti finanziari e dalle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo si attesta nel 2018 a 219 milioni di euro, in crescita (+16,1%) rispetto al 2017.
  • Il risultato tecnico netto per polizza è pari a 11 euro (10 euro nel 2017), sugli stessi livelli del 2013.
  • Se si escludono le componenti finanziarie, di riassicurazione e altre voci residuali, il margine tecnico atteso per polizza emessa nel 2018 ammonta a 15 euro (14 euro nel 2017).

3.IL COMPARTO AUTO

Nel 2018, i premi contabilizzati complessivamente per il ramo r.c. auto e natanti e per il ramo corpi di veicoli terrestri si sono attestati a 16.219 milioni di euro. La raccolta complessiva è in crescita rispetto al 2017 (+1,0%), valore inferiore a quello di 5 anni prima (–14,5%).

Continua a diminuire l’incidenza del comparto auto sul totale dei rami danni (quest’ultima è pari al 49% nel 2018, mentre ammontava al 55,5% nel 2013, tav. 1).

Nel comparto, l’81,7% dei premi del 2018 si riferisce alla copertura obbligatoria per la r.c. auto e natanti, il restante 18,3% alle garanzie accessorie non obbligatorie, e quindi continua la tendenza al calo dell’incidenza della prima componente (di natura obbligatoria) a vantaggio della seconda (tav. 1)

4.RAMO R.C. AUTO E NATANTI

La raccolta premi

I premi del lavoro diretto italiano nel ramo r.c. auto e natanti, raccolti nel 2018 dalle 42 imprese nazionali e rappresentanze di imprese estere con sede legale in uno stato extra SEE che hanno esercitato il ramo (Allegato A Tavola 1 e fig. 1), sono stati pari a 13.252 milioni di euro.

Si riscontra una interruzione di tendenza (la raccolta è sostanzialmente stabile rispetto al 2017), dopo sei anni di flessione di questa componente obbligatoria del comparto auto, rappresentante oltre i quattro quinti della produzione del comparto stesso.

Nel 2018 i premi dei due rami (10 e 12) costituiscono il 40% del totale dei rami danni (48,3%nel 2013).

Nel 2018 il premio pagato per veicolo assicurato, al netto degli oneri fiscali e parafiscali, risulta pari a 337 euro, lievemente inferiore al valore del 2017 (–0,6%, Allegato A – Tavola 9-1A_I). La componente di premio puro ammonta a 265 euro (Allegato A – Tavola 9-1A_III).

La raccolta premi (Allegato A – Tavola 2) è concentrata nelle regioni del Nord (46,9%), con una quota in aumento di due punti percentuali negli ultimi 3 anni (44,9% nel 2015). L’incremento è avvenuto soprattutto a fronte di una diminuzione nello stesso periodo della quota del Sud (da 21,7% a 20,5%) e, in misura inferiore, di quella del Centro (da 23,0% a 22,7%).

I costi di gestione

Le provvigioni di acquisizione e incasso ammontano al 10,9% dei premi nel 2018 (tav. 2), in lieve decremento (due decimi di punto) rispetto al 2017. L’expense ratio (21,1% nel 2018) è in lieve diminuzione rispetto al 2015, per effetto della flessione delle altre spese di acquisizione (diverse dalle provvigioni).

Rispetto al 2013, inizio del periodo considerato, l’expense ratio è cresciuto (da 19,5% al 21,1%) soprattutto per l’aumento del peso sui premi delle spese di amministrazione e di acquisizione.

Al contempo è cambiata la composizione delle spese di gestione, con la flessione della quota delle provvigioni (dal 54,7% al 51,5%) e l’aumento di quella delle altre spese di amministrazione (dal 23,5% al 27,0%).

Andamento dei sinistri
Nel 2018 sono stati denunciati in Italia 2.134.481 sinistri con seguito accaduti nello stesso anno, in diminuzione sul 2017 (–2,3%, tav. 3). La frequenza sinistri rispetto ai 39.290.466 veicoli assicurati è del 5,43%, analogamente in leggera flessione sull’anno precedente (5,60%).

La frequenza dei sinistri gestiti (includendo anche la stima degli IBNR, ovvero di quelli che saranno denunciati negli anni successivi a quello di accadimento), scende lievemente nel 2018 rispetto all’anno precedente, attestandosi al 5,94% (Allegato A – Tavola 9.1A). Sia le variazioni annuali sia la tendenza di lungo periodo di questo indicatore sono simili a quelle calcolate al netto della stima IBNR.

I sinistri gestiti denunciati nel 2018, compresi quelli accaduti in anni precedenti, sono stati invece 2.308.111, anch’essi in riduzione sul 2017 (–2,3%). Questa categoria di sinistri è in diminuzione negli ultimi 5 anni in misura maggiore rispetto quelli accaduti nello stesso anno (–3,2% contro –1,3%, Allegato A – Tavola n. 10A1).

La velocità di liquidazione dei sinistri

Numero dei sinistri pagati. La velocità di liquidazione alla fine dell’anno di accadimento del numero dei sinistri gestiti (compresa la stima IBNR), distinti per anno di generazione, ammonta al 68% per la generazione di sinistri del 2018 (Allegato A – Tavola 14B, tav. 4).

L’indicatore è in miglioramento rispetto al dato corrispondente della generazione sinistri del 2017 (67,2%). Tra il 2013 (quando ammontava a 64,5%) e il 2018, la velocità è sempre aumentata. Entro il secondo anno successivo a quello di accadimento del sinistro, le imprese riescono a liquidare il 95,3% dei sinistri (con riferimento alla generazione del 2016). Il miglioramento dell’indicatore a partire dal 2013 è stato quasi di un punto. Si riscontra perciò un miglioramento di efficienza dei processi di liquidazione delle compagnie.

Detto miglioramento è dovuto anche alla convenzione CARD – convenzione operante dal 2007 – assieme alla successiva introduzione, nel 2014, della gara di incentivi e penalizzazioni alle imprese secondo parametri di efficienza (velocita di liquidazione, costo medio, e dinamica costo medio), hanno consentito di aumentare la velocità di liquidazione, dato che il 75,4% dei sinistri della generazione 2018 è liquidato entro l’anno, mentre il 97,8% dei sinistri della generazione 2016 risulta essere stata liquidata (Allegato A – Tavola 14F).

Importi pagati. In termini di importi dei pagamenti dei sinistri gestiti (compresi gli IBNR, Allegato A – Tavola 15B), per la generazione 2018 è risultato pagato entro l’anno di accadimento il 39,1% dell’importo (tav. 4), in aumento di 0,9 punti rispetto al 2017. Anche questo indicatore è in progressivo miglioramento dal 2013, quando valeva 33,1%.

Entro il secondo anno successivo a quello di accadimento del sinistro viene liquidato il 79,4% dei pagamenti (con riferimento alla generazione del 2016), contro il 78,4% dell’anno precedente.

Si veda il Bollettino n. 13 del 2018, allegato B, tav. 14B e tav. 15B per i dati relativi al 2017 citati nel testo di questo sotto-paragrafo.
Provvedimento n. 18 del 5 agosto 2014, successivamente modificato dal Provvedimento n. 43 del 4 marzo 2016 e da ultimo dal Provvedimento n. 79 del 14 novembre 2018.

L’indicatore è in miglioramento da tre anni.

La velocità di liquidazione degli importi aumenta con la convenzione CARD, che consente di liquidare il 62,9% degli importi relativi alla generazione del 2018 e il 91,2% di quelli della generazione 2016 (Allegato A – Tavola 15F).

Il costo medio dei sinistri

Sinistri denunciati nell’anno di accadimento. Il costo medio dei sinistri risarciti nello stesso anno di generazione è stato di 2.566 euro per il 2018 (espresso a prezzi costanti 2018, ammontava a 2.543 euro per la generazione del 2017, tav. 5).

Il periodo 2013-2018 ha visto un incremento del pagamento medio (+4,4% a prezzi costanti, +6,7% in termini nominali).

L’ammontare medio accantonato a riserva in previsione di esborsi futuri è stato di 9.567 euro per la generazione di sinistri 2018, in aumento rispetto alla generazione di sinistri del 2017 (+2,5%), ma in contrazione rispetto al valore di cinque anni prima.

Il costo medio complessivo (che comprende sia i sinistri pagati sia quelli posti a riserva) ammonta per la generazione 2018 a 4.361 euro. Se si considera anche la riserva stimata per i sinistri IBNR, il costo medio complessivo per la generazione più recente aumenta a 4.457 euro. Entrambi i
valori sono sostanzialmente stabili a prezzi costanti rispetto a quelli del 2017, ma sono inferiori a quelli corrispondenti del 2013 (rispettivamente del –6,5% e del –7,0%).

Escludendo la stima per i sinistri IBNR

Il prodotto tra il costo medio complessivo al lordo della stima IBNR e la frequenza di sinistri (tav. 3, ultima colonna) dà il premio puro medio (al netto dei caricamenti per spese e della fiscalità e parafiscalità), pari a 265 euro. Sempre a valori costanti continua la diminuzione di questo indicatore (–3,4% rispetto al 2017), che risulta inferiore del 10,7% rispetto al valore del 2013 (la variazione in termini nominali è di –8,7%). La flessione del premio puro tra 2013 e 2018 deriva dalla diminuzione contemporanea della sinistrosità e del costo medio complessivo.

Sinistri gestiti nell’anno di esercizio. Se si considerano i sinistri gestiti nel corso del 2018, indipendentemente dal loro anno di accadimento, il risarcimento medio ammonta a 4.517 euro (Allegato A – Tavola 18), invariato in termini nominali rispetto al 2017. La riserva media (al netto della componente IBNR) ammonta a fine 2018 a 16.811 euro (+ 0,7% rispetto al 2017). Lungo un arco temporale più ampio (2013-2018) il risarcimento medio non deflazionato è in diminuzione (–6,2%) ed è in lieve aumento la riserva media (+1,0%).

Risultato del conto tecnico e profittabilità attesa per polizza

Risultato del conto tecnico

Il risultato del conto tecnico al netto della riassicurazione (Allegato A – Tavola 29, tav. 6) è pari nel 2018 a 459 milioni di euro (corrispondente al 3,5% dei premi di competenza), in calo rispetto ai 696 milioni di euro del 2017 (5,3% dei premi di competenza). L’indicatore cala di due punti, sostanzialmente per effetto del decremento dell’utile degli investimenti (- 218 milioni di euro, –41,2%), stante la sostanziale stabilità della raccolta premi di competenza, dell’onere complessivo dei sinistri, delle spese di gestione e del risultato negativo della riassicurazione passiva. Pur essendo positivo da sette anni, il risultato è in netta flessione rispetto al valore del 2013 (2.426 milioni).

Il risultato per polizza (Allegato A – Tavola 30) è pari a 12 euro, in riduzione rispetto ai 18 euro del 2017 e, ancora più marcata, rispetto ai 63 euro del 2013, anno a partire dal quale l’indicatore è sempre diminuito.

La variazione della riserva sinistri

Il saldo di riserva sinistri contribuisce alla formazione del saldo tecnico diretto lordo e quindi al risultato del conto tecnico. Per ogni anno di bilancio, tale saldo si ottiene, al netto della riassicurazione, per il complesso delle generazioni di sinistri precedenti, sottraendo dalla riserva iniziale appostata le somme pagate per i relativi sinistri durante l’anno di bilancio e la relativa riserva finale residua qualora rimangano ancora sinistri da pagare per quelle generazioni (riserva residua). Va tenuto presente che quest’ultima è frutto di stime e quindi potenzialmente diversa per eccesso o per difetto rispetto al futuro esborso per sinistri.

Il saldo concorre ad un maggiore utile se ha segno positivo (dato che solo una parte della riserva iniziale è utilizzata per i pagamenti e per la costituzione della riserva finale), mentre lo riduce in caso di segno negativo

(in quanto la riserva iniziale non è sufficiente a coprire i pagamenti e la costituzione della riserva finale).

Tale processo è caratteristico del ciclo assicurativo danni e può essere particolarmente lento nei rami di responsabilità civile a lungo smontamento.

Nell’Appendice (Allegato A – Tavola 31), viene riportato l’indice di smontamento che esprime dettagliatamente la sufficienza/eccedenza della riserva sinistri al variare dell’anzianità di ogni singola generazione dal 2007 al 2017.

Nella tavola 7 che segue è riportata la serie storica del saldo di riserva, in valore assoluto e in percentuale dei premi di competenza che evidenzia l’andamento della riserva per far fronte ai pagamenti effettivi per gli anni di bilancio dal 2007 al 2018. A tale saldo si aggiunge quello per i recuperi (grandezza particolarmente importante per i rami assicurativi di responsabilità civile, dovuta alla presenza di franchigie, rivalse, etc.). Quest’ultimo attenua l’insufficienza del saldo di riserva fino al 2013.
Il saldo di riserva diventa positivo a partire dal 2014 e nel 2018 concorre per 428,2 milioni di euro al saldo tecnico (557,9 milioni se si tiene conto dei recuperi).

Profittabilità attesa per polizza della generazione 2018

Considerando le polizze emesse/rinnovate nel 2018 emerge che nello stesso esercizio il premio medio r.c.a. (tutti i settori) pagato per la singola polizza (al netto della fiscalità e della para-fiscalità) ammonta a 337 euro12 (Allegato A – Tavola 9.1A, tav. 8), a fronte di un premio puro per il rischio di

Il premio medio r.c. auto pari a 337 euro per il 2018 comprende tutti i settori. Peraltro, l’indagine IPER (vedasi per maggiori dettagli il Bollettino Statistico IVASS n. 6/2019 “IPER: L’andamento dei prezzi effettivi per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre 2018”), relativa a un campione rappresentativo di contratti r.c. auto sulle sole autovetture ad uso privato, stima un premio medio lordo (incluse le componenti fiscali e parafiscali) pari a 415 euro per i contratti emessi nelquarto trimestre 2018 e un premio medio netto di 329 euro.

265 euro.

Nello stesso anno le spese unitarie di gestione (Allegato A – Tavola 29) ammontano a 72 euro.
Si ottiene perciò un margine tecnico atteso (al netto della quota dell’utile degli investimenti trasferita dal conto non tecnico) per polizza positivo pari a 1 euro (contro –4 euro nel 2017, valutato a prezzi 2018). Nel 2013 il margine tecnico atteso per polizza ammontava a 50 euro. La forte riduzione del margine unitario è principalmente attribuibile alla flessione del premio medio, particolarmente pronunciata fino al 2016 e proseguita nei due anni successivi, sebbene a un ritmo inferiore. Il margine per polizza a valori correnti è molto simile a quello a valori costanti, per il contenuto livello della dinamica dei prezzi nel periodo considerato.

Definito anche come utile industriale atteso.

5.RAMO CORPI DI VEICOLI TERRESTRI (CVT)

La raccolta premi

I premi del lavoro diretto italiano nel ramo CVT, raccolti nel 2018 dalle 47 imprese nazionali e rappresentanze di imprese estere con sede legale in uno stato extra SEE che hanno esercitato il ramo (Allegato B – Tavola 1 e fig. 2), sono stati pari a 2.967 milioni di euro, con un cospicuo incremento per il terzo anno consecutivo (+5,9% rispetto al 2017).

La crescita della raccolta premi permane, nonostante la contrazione nel 2018 delle immatricolazioni dei veicoli nuovi di fabbrica (dopo la crescita consistente negli anni dal 2015 al 2017) ed è attribuibile anche al lieve incremento dell’incidenza sul totale dei veicoli con minore anzianità, tipicamente coperti dalle garanzie del CVT.

I premi del ramo rappresentano nel 2018 il 9,0% del totale dei premi dei rami danni (in aumento di 3 decimi di punto rispetto al 2017). Tale quota è in costante crescita nel quinquennio 2014-2018.

I costi di gestione

Nel 2018 le provvigioni totali rappresentano il 21,6% dei premi (con un aumento dello + 0,4% rispetto al 2017, Allegato B – Tavola 6 e tav. 9). Nel periodo 2013-2018 il costo di remunerazione della rete distributiva è in costante aumento (nel 2013 le provvigioni rappresentavano il 18,6% dei premi).

4 Le immatricolazioni dei veicoli nuovi di fabbrica hanno avuto il seguente andamento nell’ultimo quadriennio –1,8% nel 2018, +7% nel 2017, +15,8% nel 2016, +18,2% nel 2015, dopo la fase fortemente negativa dal 2008 al 2014. Il mercato italiano resta comunque su un livello di nuove immatricolazioni di veicoli ancora inferiore di circa il 25% rispetto al
massimo ante-crisi fatto registrare nel 2007 e di circa il 20% rispetto alla media annua di nuove immatricolazioni che caratterizzò la precedente positiva fase ciclica dal 1998 al 2007. 15 Fonte: ACI (Open Data–Annuario), parco circolante suddiviso per anzianità, dato nazionale, totale veicoli. I veicoli anzianità fino a 4 anni, rappresentano nel 2018 il 19,4% del parco circolante, rispetto al 18,2% del 2017.

Le spese di acquisizione e amministrazione equivalgono nel 2018 al 9,9% dei premi raccolti e risultano in aumento sia rispetto all’anno precedente sia rispetto al 2013 (quando erano pari all’8,8% dei premi).

Le provvigioni rappresentano nel 2018 il 68,6% delle spese di gestione totali, in lieve calo di quasi mezzo punto percentuale rispetto al 2017, soprattutto per la concomitante crescita di 0,3 punti della quota relativa alle altre spese di amministrazione (16,8% del totale delle spese rispetto dal 16,5% del 2017).

Nel complesso, nel quinquennio 2013-2018, l’ammontare delle spese di gestione del ramo risulta quindi in crescita in tutte le tre componenti evidenziate.

Andamento dei sinistri

Nel 2018 sono stati denunciati in Italia 1.132.568 sinistri con seguito accaduti nello stesso anno, in netto aumento (+5,0%, Allegato B – Tavola 9 e tav. 10) rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2013 il numero è stabile. Se considera il contemporaneo aumento (+9,4%) dei veicoli assicurati la frequenza di sinistri è migliorata (5,74% nel 2018, contro il 6,57% del 2013) nel quinquennio, ed in particolare in gran parte tra il 2013 e il 2014.

Numero dei sinistri pagati. Nel 2018 la velocità di liquidazione del numero dei sinistri denunciati nello stesso anno ammonta all’85,0% (Allegato B – Tavola 13-1, tav. 11), con un incremento di quasi un punto e mezzo rispetto al corrispondente valore del 2017 (83,7%).

Importi pagati. In termini di importi pagati, lo stesso indicatore ammonta al 77,7% per il 2018 (Allegato B –Tavola 14-1), in crescita anch’esso di circa un punto e mezzo rispetto al valore corrispondente per il 2017 (76,3%).

Se si guarda invece la velocità di liquidazione degli importi entro l’anno successivo a quello di generazione, il 97% degli importi per i sinistri accaduti nel 2017 risultavano liquidati alla fine del 2018 (con un miglioramento di oltre mezzo punto rispetto al 96,4% dell’anno precedente).

Il costo medio dei sinistri

Sinistri denunciati nell’anno di accadimento. Il costo medio dei sinistri indennizzati nello stesso anno di accadimento è stato pari a 1.401 euro per il 2018 (1.568 euro per la generazione 2017, Allegato B – Tavola 18ter e tav.12). Il valore a prezzi 2018 del costo medio è in lieve aumento (+1,7%) rispetto a quello del 2013 (l’aumento a valori correnti è del 3,9%).

L’ammontare medio accantonato a riserva, in previsione di esborsi futuri, è stato pari a 2.285 euro per la generazione di sinistri del 2018, con un incremento del +1,2% rispetto al 2017. Nell’arco temporale 2016-2018 la riserva media è rimasta sostanzialmente al livello del 2013.

Nel 2018, il costo medio complessivo è pari a 1.533 euro. Dal prodotto tra questo valore e la frequenza di sinistri (tav. 10, ultima colonna) si ottiene un valore del premio puro medio (al netto dei caricamenti per spese e della fiscalità e parafiscalità) di 88 euro. L’indicatore è in riduzione a prezzi 2018 rispetto al 2017 (–2,0%). Rispetto al 2013 esso è in marcata flessione (–12,3%).

Si veda il Bollettino n. 13 del 2018, allegato B, tav. 13_1 e tav. 14_1 per i dati relativi al 2017 citati nel testo di questo sotto-paragrafo.

Risultato del conto tecnico e profittabilità attesa per polizza

Risultato del conto tecnico

Il risultato del conto tecnico al netto della riassicurazione (Allegato B–Tavola 24, tav. 13) ammonta nel 2018 a 219 milioni di euro (si avvicina all’8% dei premi di competenza), in crescita (+16%) rispetto al 2017.

Questa crescita è dovuta all’aumento dei premi di competenza (+6,7%), solo parzialmente controbilanciato dagli incrementi degli oneri per sinistri (1.687 milioni nel 2018, +3,9%) e delle spese di gestione (935 milioni nel 2018, +8,7%).

Il risultato tecnico per polizza (Allegato B – Tavola 25) è pari a 11 euro, in lieve diminuzione rispetto ai 10 euro del 2017, stabile rispetto al valore del 2013.

La variazione della riserva sinistri

Per quanto riguarda l’apporto della riserva al risultato del saldo tecnico (tav. 14), esso appare sempre positivo dal 2011 al 2018, anche se in progressivo calo (dal 2,1% del 2011 all’1,0% del 2017), con un limitato miglioramento se si considera il saldo dei recuperi. Anche per il ramo CVT è stato determinato l’indice di smontamento della riserva dettagliatamente per ogni generazione sinistri dal 2011 al 2018 (Allegato B – tavola 26).

Profittabilità attesa per polizza della generazione 2018

Nel 2018 il premio medio per polizza emessa nel 2018 è pari a 150 euro17 (Allegato B – Tavola 18ter, tav. 15), superiore per 62 euro al premio puro (pari a 88 euro). Nello stesso anno le spese unitarie di gestione (Allegato B–Tavola 24) ammontano a 47 euro.

Si ricava un margine tecnico atteso per polizza (al netto della quota dell’utile degli investimenti trasferita dal conto non tecnico) di 15 euro, valore in notevole crescita rispetto a quello del 2013, in linea con i valori degli anni successivi (oscillanti tra i 18 euro del 2016 e gli 11 euro nel 2014).

Al netto delle componenti aggiuntive fiscali e para-fiscali.
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