Regolamento IVASS n. 18 del 15 marzo 2016 – Regole applicative per la determinazione delle riserve tecniche

REGOLAMENTO IVASS N. 18 DEL 15 MARZO 2016
REGOLAMENTO CONCERNENTE LE REGOLE APPLICATIVE PER LA DETERMINAZIONE DELLE RISERVE TECNICHE DI CUI ALL’ ARTICOLO 36-BIS, DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N. 209 – CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE CONSEGUENTE ALL’IMPLEMENTAZIONE NAZIONALE DELLE LINEE GUIDA EIOPA SUI REQUISITI FINANZIARI DEL REGIME SOLVENCY II (REQUISITI DI 1° PILASTRO)
L’ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI
VISTA la legge 12 agosto 1982, n. 576 concernente la riforma della vigilanza sulle assicurazioni e l’istituzione dell’ISVAP;
VISTO l’articolo 13 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con legge 7 agosto 2012, n. 135, concernente disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini e recante l’istituzione dell’IVASS;
VISTO il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 recante il Codice delle assicurazioni private, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 74, attuativo della direttiva n. 2009/138/CE in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione e, in particolare, gli articoli /36 bis – 36 terdecies,/del Codice;
VISTO il Regolamento delegato (UE) 2015/35 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra la direttiva n. 2009/138/CE in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione, ed in particolare il Capo III;
VISTE le Linee Guida emanate da EIOPA in tema di limiti di un contratto;
VISTE le Linee Guida emanate da EIOPA in tema di valutazione delle riserve tecniche;

VISTO il Regolamento IVASS n. 3 del 5 novembre 2013 sull’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 23 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, in materia di procedimenti per l’adozione di atti regolamentari e generali dell’Istituto;
adotta il seguente
REGOLAMENTO
INDICE

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 (Fonti normative)
Art. 2 (Definizioni)
Art. 3 (Ambito di applicazione)

TITOLO II – PRINCIPI GENERALI E REGOLE APPLICATIVE PER IL CALCOLO DELLE RISERVE TECNICHE

CAPO I – Rilevazione delle obbligazioni

Art. 4 (Applicazione coerente delle disposizioni in materia di limiti di un contratto)
Art. 5 (Diritto unilaterale e capacità di imposizione)
Art. 6 (Corrispondenza del premio con il rischio)
Art. 7 (Scomposizione del contratto)
Art. 8 (Identificazione di un effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto)
Art. 9 (Stima delle obbligazioni)
Art.10 (Contratti di riassicurazione)

CAPO II – Qualità dei dati
Sezione I – Completezza e appropriatezza dei dati

Art. 11 (Completezza dei dati)
Art. 12 (Appropriatezza dei dati)

Sezione II – Revisione e convalida della qualità dei dati

Art. 13 (Verifiche dei dati)
Art. 14 (Applicazione del giudizio esperto)
Art. 15 (Procedura di convalida)

Sezione III – Carenze dei dati

Art. 16 (Identificazione della fonte delle carenze significative)
Art. 17 (Impatto delle carenze)
Art. 18 (Aggiustamento dei dati)
Art. 19 (Raccomandazioni della funzione attuariale)
Art. 20 (Ricorso al giudizio esperto in caso di carenze significative dei dati)
Art. 21 (Documentazione relativa alle carenze dei dati)

Sezione IV – Utilizzo di dati esterni

Art. 22 (Utilizzo di dati esterni)
Art. 23 (Condizioni per l’utilizzo di dati esterni)

CAPO III – Segmentazione e scomposizione delle obbligazioni assunte

Art. 24 (Segmentazione delle obbligazioni derivanti dai contratti di assicurazione danni e malattia)
Art. 25 (Variazioni nella ripartizione delle obbligazioni derivanti da contratti di assicurazione relative ai rami danni)
Art. 26 (Determinazione e valutazione dell’appropriatezza di gruppi di rischi omogenei)
Art. 27 (Applicazione delle ipotesi a livello di contratto o di gruppi di contratti)
Art. 28 (Segmentazione di contratti di assicurazione o di riassicurazione che coprono molteplici linee di attività)
Art. 29 (Livello di dettaglio della segmentazione)

CAPO IV – Ipotesi sottostanti al calcolo delle riserve tecniche

Art. 30 (Coerenza delle ipotesi sottostanti al calcolo delle riserve tecniche) Art. 31 (Modellazione dei fattori di rischio biometrici)
Art. 32 (Spese da valutare nel calcolo della migliore stima)
Art. 33 (Disponibilità dei dati esterni)
Art. 34 (Livello di dettaglio per l’assegnazione delle spese)
Art. 35 (Ripartizione delle spese generali)
Art. 36 (Variazione nell’approccio per la ripartizione delle spese generali)
Art. 37 (Proiezione dei flussi di cassa relativi alle spese)
Art. 38 (Semplificazioni per il calcolo delle spese)

CAPO V – Trattamento delle garanzie finanziarie e delle opzioni contrattuali

Art. 39 (Oneri per opzioni implicite)
Art. 40 (Appropriatezza delle ipotesi per la valutazione delle opzioni implicite e delle garanzie finanziarie)
Art. 41 (Ipotesi sul comportamento dei contraenti)

CAPO VI – Future misure di gestione e ipotesi sulle future partecipazioni agli utili

Art. 42 (Future misure di gestione)
Art. 43 (Ipotesi sulle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale)

TITOLO III – METODOLOGIE PER CALCOLARE LE RISERVE TECNICHE

CAPO I – Valutazione della proporzionalit
Art. 44 (Principio di proporzionalità)
Art. 45 (Valutazione della natura e della complessità dei rischi)
Art. 46 (Individuazione dei rischi complessi)
Art. 47 (Valutazione della portata dei rischi)
Art. 48 (Dettaglio della valutazione della significatività)
Art. 49 (Conseguenze di un errore significativo individuato nella valutazione della proporzionalità)

CAPO II – Metodi applicati per i calcoli delle riserve tecniche nel corso dell’anno

Art. 50 (Calcolo semplificato nel corso dell’anno)
Art. 51 (Calcolo trimestrale della migliore stima)

CAPO III – Metodologie per la valutazione delle opzioni contrattuali e delle garanzie finanziarie

Art. 52 (Decisione sulla metodologia)
Art. 53 (Metodologie per la valutazione delle opzioni contrattuali e delle garanzie finanziarie)

CAPO IV – Generatori di scenari economici (ESG)

Art. 54 (Documentazione relativa ai generatori di scenari economici)
Art. 55 (Esternalizzazione del generatore di scenari economici)
Art. 56 (Processo di calibrazione del generatore)
Art. 57 (Prove di accuratezza, solidità e coerenza con il mercato)
Art. 58 (Generatori di numeri casuali e pseudocasuali)
Art. 59 (Appropriatezza del generatore di scenari economici nel tempo)

CAPO V – Calcolo del margine di rischio

Art. 60 (Metodi di calcolo del margine di rischio)
Art. 61 (Gerarchia dei metodi per il calcolo del margine di rischio)
Art. 62 (Assegnazione del margine di rischio)
CAPO VI – Calcolo delle riserve tecniche come elemento unico
Art. 63 (Calcolo delle riserve tecniche come elemento unico )
Art. 64 (Affidabilità della replicazione)
Art. 65 (Turbative nel breve periodo)
Art. 66 (Scomposizione delle obbligazioni)

CAPO VII – Premi futuri

Art. 67 (Flussi di cassa relativi a premi futuri e crediti verso assicurati per premi)

CAPO VIII – Calcolo delle riserve
Art. 68 (Calcolo delle riserve per sinistri avvenuti e denunciati)
Art. 69 (Riserva per sinistri avvenuti ma non ancora denunciati)
Art. 70 (Metodi per la valutazione delle spese di liquidazione dei sinistri non direttamente imputabili)
Art. 71 (Calcolo della riserva premi)
Art. 72 (Considerazioni per le proiezioni dei costi dei sinistri)
Art. 73 (Incertezza sul comportamento del contraente)

CAPO IX – Calcolo degli utili attesi nei premi futuri (EPIFP)

Art. 74 (Separazione delle obbligazioni di assicurazione)
Art. 75 (Ipotesi utilizzate per il calcolo degli utili attesi nei premi futuri)

CAPO X – Metodologie per calcolare gli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e società veicolo

Art. 76 (Contratti di riassicurazione futuri)
Art. 77 (Calcolo semplificato degli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e da società veicolo – riserva premi)
Art. 78 (Calcolo semplificato degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione – riserva sinistri)
Art. 79 (Calcolo semplificato dell’aggiustamento per inadempienza della controparte)

CAPO XI – Principi generali in materia di metodologie per il calcolo delle riserve tecniche

Art. 80 (Periodo di proiezione dei flussi di cassa)

TITOLO IV – CONVALIDA
Art. 81 (Processo di convalida del calcolo delle riserve tecniche)
Art. 82 (Confronto tra i dati storici e le ipotesi utilizzate)
Art. 83 (Confronto con i dati di mercato per contratti con opzioni e garanzie)

TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI
Art. 84 (Pubblicazione ed entrata in vigore)

Elenco degli allegati
Allegato 1
Limiti all’esercizio unilaterale da parte dell’impresa del diritto di risolvere, respingere o modificare i premi o le prestazioni di un contratto di assicurazione o di riassicurazione
Allegato 2
Semplificazione per l’attribuzione delle spese generali
Allegato 3
Calcolo semplificato nel corso dell’anno per il margine di rischio
Allegato 4
Gerarchia delle semplificazioni per il margine di rischio
Allegato 5
Semplificazione per le spese di liquidazione dei sinistri
Allegato 6
Semplificazione per la riserva premi
Allegato 7
Calcolo semplificato degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e società veicolo

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 (Fonti normative)

  1. Il presente Regolamento è adottato ai sensi degli articoli /36-bis/, comma 1, e 191, comma 1, lettera b), numero 2, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

Art. 2 (Definizioni)

  1. Ai fini del presente Regolamento valgono le definizioni dettate dal decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e dal Regolamento delegato (UE) n. 2015/35 della Commissione, del 10 ottobre 2014. In aggiunta, si intende per:
    1. “Codice”: il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 come modificato dal decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 74;
    2. “Atti delegati”: il Regolamento delegato (UE) 2015/35 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra la direttiva n. 2009/138/CE del Parlamento europeo del Consiglio in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II);
    3. “Giudizio esperto”: il giudizio operato nel rispetto dell’art 2 degli Atti delegati;
    4. “dati corretti” i dati modificati sulla base di aggiustamenti;
    5. “dati esterni” i dati non derivanti dall’esperienza diretta dell’impresa;
    6. “rischio biometrico”: il rischio relativo ad eventi della vita tra cui il rischio di mortalità, longevità, invalidità, morbilità;
    7. “Area di attività”: aree di cui all’articolo 80 della direttiva 2009/138/CE, di cui all’allegato I degli Atti delegati;
    8. “CARD”: Convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto e per la regolazione dei rimborsi e delle compensazioni conseguenti ai risarcimenti operati ai sensi degli articoli 141, 149 e 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e del decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio 2006, n. 254.

Art. 3
(Ambito di applicazione)

  1. Il presente Regolamento si applica:
    1. alle imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia;
    2. alle sedi secondarie in Italia di imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in uno Stato terzo.

TITOLO II
PRINCIPI GENERALI E REGOLE APPLICATIVE PER IL CALCOLO DELLE RISERVE TECNICHE

CAPO I – Rilevazione delle obbligazioni

Art. 4
(Applicazione coerente delle disposizioni in materia di limiti di un contratto)

  1. L’impresa applica le disposizioni relative alla determinazione dei limiti di un contratto, come definiti agli articoli 17 e seguenti degli Atti delegati e dal presente regolamento in modo coerente e stabile nel tempo a tutti i contratti di assicurazione e di riassicurazione.

Art. 5
(Diritto unilaterale e capacità di imposizione)

  1. Ai fini dell’articolo 18 degli Atti delegati, l’impresa:
    1. prende in considerazione l’unilateralità del diritto di risolvere, respingere o modificare i premi o le prestazioni esigibili a titolo di un contratto di assicurazione o di riassicurazione quando né il contraente né terzi, con esclusione delle autorità di vigilanza e degli organi direttivi dell’impresa, possono limitare l’esercizio di tale diritto;
    2. tiene conto della propria capacità di imporre a un contraente il pagamento di un premio solo se tale pagamento da parte del contraente è legalmente esigibile.
  2. In particolare, ai fini del comma 1, lettera a), l’impresa considera le casistiche indicate nell’allegato 1.

Art. 6
(Corrispondenza del premio con il rischio)

  1. Ai fini dell’articolo 18 degli Atti delegati, l’impresa:
    1. per stabilire se i premi corrispondono pienamente ai rischi coperti, valuta se, nel momento in cui i premi o le prestazioni possono essere modificati, ha il diritto di modificare i premi o le prestazioni di modo che il valore attuale atteso dei premi futuri superi il valore attuale atteso delle prestazioni e delle spese future esigibili;
    2. per valutare se i premi sono pienamente corrispondenti ai rischi coperti, garantisce che il portafoglio sia costituito da polizze per cui l’impresa può modificare i premi e le prestazioni in circostanze analoghe e con conseguenze simili;
    3. considera ogni singola valutazione delle caratteristiche rilevanti dell’assicurato che permettono di raccogliere informazioni sufficienti a formare una visione d’insieme adeguata dei rischi connessi con l’assicurato. Nel caso di contratti relativi ai rischi di mortalità o malattia gestiti secondo una tecnica analoga a quella dell’assicurazione sulla vita, la valutazione del rischio individuale può essere autocertificata dall’assicurato o prevedere una visita o un controllo di natura medica.

Art. 7 (Scomposizione del contratto)

  1. Ai fini dell’articolo 18 degli Atti delegati, l’impresa:
    1. determina se, alla data di sottoscrizione di un contratto, è possibile scomporre il contratto stesso e, a ogni data di successiva valutazione, considera se siano intervenuti cambiamenti suscettibili di modificare la valutazione precedente;
    2. stabilisce se sia possibile scomporre un contratto per valutare se due o più parti del contratto siano chiaramente identificabili e se sia possibile definire serie diverse di obbligazioni e premi attribuibili a ciascuna parte;
    3. quando un’opzione o una garanzia prevista dal contratto copre più di una parte del contratto, determina se è possibile scomporla o se debba essere attribuita totalmente alla parte del contratto più rilevante;
    4. tiene conto di tutte le parti in cui il contratto è scomposto.

Art. 8
(Identificazione di un effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto)

  1. Ai fini dell’articolo 18, comma 5 degli Atti delegati, l’impresa:
    1. nel determinare se la copertura assicurativa di un evento o una garanzia finanziaria non abbia alcun effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto, tiene conto di tutti i potenziali flussi di cassa futuri che potrebbero derivare dal contratto stesso;
    2. considera che una garanzia finanziaria sulle prestazioni ha un effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto solo se la garanzia è legata al pagamento dei premi futuri e comporta per l’assicurato, il beneficiario e gli aventi diritto a prestazioni assicurative un vantaggio finanziario;
    3. considera la copertura di un evento incerto specifico che incide negativamente sull’assicurato con effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto quando la copertura fornisce un vantaggio finanziario percepibile al beneficiario.

Art. 9
(Stima delle obbligazioni)

  1. Ai fini dell’articolo 18 degli Atti delegati, l’impresa:
    1. se alla data di sottoscrizione del contratto non dispone dei dettagli del contratto e delle relative obbligazioni, stima i limiti di un contratto basandosi su tutte le informazioni disponibili in modo coerente con i principi enunciati nel presente Regolamento;
    2. rivede la valutazione già effettuata non appena i dettagli di cui al comma 1, lettera a), risultano disponibili.

Art. 10
(Contratti di riassicurazione)

  1. Per i contratti accettati in riassicurazione l’impresa applica le disposizioni di cui all’articolo 18 degli Atti delegati indipendentemente dai limiti dei contratti sottostanti a cui i contratti di riassicurazione fanno riferimento.

CAPO II – Qualità dei dati
Sezione I – Completezza e appropriatezza dei dati

Art. 11
(Completezza dei dati)

  1. Ai fini dell’articolo 36-/duodecies/del Codice, l’impresa:
    1. garantisce che i dati utilizzati per il calcolo delle riserve tecniche riguardino un periodo sufficientemente ampio di osservazioni che caratterizzano il fenomeno oggetto di misurazione;
    2. per eseguire il calcolo delle riserve premi delle assicurazioni danni, garantisce che siano disponibili, ad un livello adeguatamente dettagliato, informazioni storiche sufficienti sul costo complessivo e sul /trend/dei sinistri;
    3. per eseguire il calcolo delle riserve per sinistri da pagare, garantisce che siano a disposizione dati sufficienti per consentire l’individuazione di andamenti rilevanti sullo sviluppo dei sinistri e, con sufficiente livello di dettaglio, per consentire l’analisi di tali andamenti all’interno di gruppi di rischi omogenei.

Art. 12 (Appropriatezza dei dati)

  1. Ai fini dell’articolo 36-/duodecies/del Codice, l’impresa:
    1. garantisce che i dati di periodi diversi vengano utilizzati in modo coerente;
    2. se necessario, corregge i dati storici per aumentarne la credibilità o migliorarne la qualità affinché siano elaborate stime più affidabili riguardanti le riserve tecniche, nonché per renderli meglio compatibili con le caratteristiche del portafoglio valutato e con lo sviluppo atteso dei rischi.
      Sezione II – Revisione e convalida della qualità dei dati

Art. 13 (Verifiche dei dati)

  1. Ai fini dei compiti assegnati alla funzione attuariale di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, tale funzione:
    1. valuta l’accuratezza e la completezza dei dati ad un livello di dettaglio adeguato attraverso una serie sufficientemente completa di verifiche intese a soddisfare i criteri stabiliti nel presente Regolamento e consentire il rilevamento di eventuali carenze significative;
    2. tiene conto delle conclusioni di eventuali analisi eseguite nell’ambito di una revisione esterna, in cui viene esaminata la qualità dei dati nel contesto del calcolo delle riserve tecniche;
    3. tiene conto della relazione esistente tra le conclusioni dell’analisi della qualità dei dati e la selezione delle metodologie da applicare per la valutazione delle riserve tecniche;
    4. analizza il livello di appropriatezza dei dati utilizzati a sostegno delle ipotesi sottostanti le metodologie da applicare per la valutazione delle riserve tecniche. Se i dati non sostengono adeguatamente le metodologie, l’impresa opta per una metodologia alternativa;
    5. valuta se il numero di osservazioni e il livello di dettaglio dei dati disponibili sono sufficienti e adeguati per soddisfare l’input richiesto per l’applicazione della metodologia;
    6. prende in considerazione la fonte e la destinazione d’uso dei dati nella procedura di convalida degli stessi.

Art. 14
(Applicazione del giudizio esperto)

  1. L’impresa garantisce che l’uso del giudizio esperto, nel valutare l’accuratezza, l’adeguatezza e la completezza dei dati per il calcolo delle riserve tecniche, non sostituisca una corretta raccolta, elaborazione e analisi dei dati, ma la integri ove richiesto.

Art. 15 (Procedura di convalida)

  1. Ai fini dei compiti di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, la funzione attuariale coordina la valutazione e la convalida dei dati da utilizzare nella procedura di valutazione della sufficienza delle riserve tecniche.
  2. L’attività di coordinamento prevede almeno i seguenti compiti:
    1. la selezione dei dati da utilizzare nella valutazione, alla luce dei criteri di accuratezza, appropriatezza e completezza dei dati, considerando le metodologie più idonee da applicare nel calcolo. A questo scopo, sono utilizzati strumenti adeguati per verificare eventuali differenze sostanziali che possono essere presenti nei dati di un solo anno e all’interno di altre analisi pertinenti;
    2. la segnalazione all’organo amministrativo di eventuali raccomandazione sull’attuazione dei miglioramenti nelle procedure interne che sono considerate adeguate per migliorare il rispetto dei criteri di cui alla lettera a);
    3. l’individuazione dei casi in cui sono necessari dati esterni aggiuntivi;
      d) una valutazione della qualità dei dati esterni, come quella effettuata per i dati interni, che si soffermi sul fatto se i dati di mercato siano necessari o quando debbano essere utilizzati per migliorare la qualità dei dati interni, e se, e in che modo, i miglioramenti debbano essere applicati ai dati disponibili;
    4. una valutazione del fatto se eventuali aggiustamenti debbano essere applicati ai dati disponibili, nel quadro della migliore prassi attuariale, per migliorare la bontà di adattamento e l’affidabilità delle stime derivanti da metodologie attuariali e statistiche di valutazione delle riserve basate su tali dati;
    5. la registrazione di tutti gli approfondimenti rilevanti acquisiti nella procedura di valutazione e di convalida che possono diventare pertinenti per le altre fasi del calcolo delle riserve tecniche e che riguardano la comprensione dei rischi sottostanti così come la conoscenza della qualità e delle limitazioni dei dati disponibili.

Sezione III – Carenze dei dati

Art. 16
(Identificazione della fonte delle carenze significative)

  1. Ai fini dei compiti di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, la funzione attuariale valuta l’accuratezza, l’appropriatezza e la completezza dei dati al fine di individuare eventuali loro carenze significative.
  2. Se vengono individuate le carenze significative di cui al comma 1, devono esserne individuate le fonti.

Art. 17 (Impatto delle carenze)

  1. Al fine di individuare e valutare l’impatto di eventuali carenze suscettibili di inficiare il rispetto dei requisiti della qualità dei dati di cui all’articolo 19 degli Atti delegati, la funzione attuariale prevede di:
    1. considerare tutta la documentazione disponibile relativa a processi e procedure di raccolta, conservazione e convalida dei dati utilizzati per la valutazione delle riserve tecniche e, se necessario, raccogliere informazioni specifiche contattando le risorse coinvolte in tali processi;
    2. coordinare qualsiasi compito rilevante che può essere svolto per valutare l’impatto delle carenze individuate sui dati disponibili da utilizzare per il calcolo delle riserve tecniche al fine di ottenere risultati utili a stabilire se i dati disponibili debbano essere utilizzati allo scopo previsto o se debbano essere cercati dati alternativi.

Art. 18
(Aggiustamento dei dati)

  1. Laddove siano individuate le carenze di cui all’articolo 16 comma 1 del presente Regolamento, la funzione attuariale valuta se la qualità dei dati, vista la loro finalità, può essere migliorata rettificandoli o integrandoli.
  2. L’impresa mette in atto misure adeguate per ovviare alle carenze dei dati derivanti dallo scambio di informazioni con /partner/commerciali.
  3. Nel caso di utilizzo di dati esterni, l’impresa garantisce che i dati rimangano conformi agli standard di qualità fissati nel presente Regolamento.
  4. L’impresa decide se è possibile rettificare i dati per ovviare alle carenze che incidono sulla qualità dei dati e, se del caso, quali aggiustamenti specifici introdurre.
  5. L’impresa garantisce che gli aggiustamenti di cui al comma precedente si limitino al livello strettamente necessario per migliorare il rispetto dei criteri stabiliti e non distorcano l’individuazione di tendenze e altre caratteristiche dei rischi sottostanti riflessi nei dati.

Art. 19
(Raccomandazioni della funzione attuariale)

  1. Ai fini dei compiti di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, la funzione attuariale fornisce raccomandazioni all’organo amministrativo sulle procedure eseguibili al fine di incrementare la qualità e la quantità dei dati disponibili.
  2. Per svolgere il compito di cui al comma 1, la funzione attuariale individua le fonti delle carenze significative e propone possibili soluzioni, considerando la loro efficacia e il tempo necessario alla loro attuazione.

Art. 20
(Ricorso al giudizio esperto in caso di carenze significative dei dati)

  1. In caso di carenze significative dei dati che non possono essere sanate senza inutili complessità, l’impresa garantisce il ricorso al giudizio esperto per ovviare a tali carenze, in modo da garantire che le riserve tecniche siano adeguatamente calcolate.

Art. 21
(Documentazione relativa alle carenze dei dati)

  1. Ai fini dei compiti di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, la funzione attuariale documenta le carenze riscontrate nella qualità dei dati.
  2. La documentazione di cui al comma 1 include almeno:
    1. una descrizione delle carenze e delle cause da cui derivano, nonché eventuali riferimenti ad altri documenti in cui sono state identificate;
    2. una spiegazione della significatività dell’impatto delle carenze nel calcolo delle riserve tecniche e dell’influenza nel processo;
    3. una descrizione delle azioni intraprese dalla funzione attuariale per individuare le carenze in maniera complementare o meno con altre possibili fonti e documenti;
    4. una descrizione di come tali situazioni di carenza possano essere sanate nel breve termine e le eventuali raccomandazioni per migliorare la qualità dei dati in futuro.

Sezione IV – Utilizzo di dati esterni

Art. 22
(Utilizzo di dati esterni)

  1. Nei casi in cui le passività dipendano direttamente dall’andamento dei mercati finanziari o il calcolo delle riserve tecniche richieda l’utilizzo di dati esterni, l’impresa deve essere in grado di dimostrare che i dati forniti da terzi risultano più adatti per la valutazione delle riserve tecniche. I dati esterni completano i dati interni disponibili.
  2. Indipendentemente dal livello di dipendenza delle passività dall’andamento dei mercati finanziari e dalla qualità dei dati interni disponibili, l’impresa tiene comunque in considerazione i corrispondenti /benchmark/esterni.
  3. I dati esterni utilizzati devono soddisfare i criteri in materia di qualità dei dati fissati dal presente Regolamento e vengono considerati nella valutazione complessiva sulla qualità dei dati.

Art. 23
(Condizioni per l’utilizzo di dati esterni)

  1. Ai fini dei compiti di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, la funzione attuariale valuta l’accuratezza, l’appropriatezza e la completezza dei dati esterni utilizzati.
  2. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, la funzione attuariale:
    1. Conosce e considera l’affidabilità della fonte dei dati utilizzati nonché la coerenza e la stabilità del processo per la raccolta e la pubblicazione degli stessi nel tempo;
    2. considera la veridicità di tutte le ipotesi e l’adeguatezza delle metodologie rilevanti applicate per ottenere i dati, compresi eventuali aggiustamenti o semplificazioni applicati ai dati grezzi e tiene conto se, nel corso del tempo, sono state applicate eventuali modifiche ai dati esterni, se tali modifiche riguardano le ipotesi o le metodologie associate o qualsiasi altra procedura concernente la raccolta dei dati esterni utilizzati;
      c) valuta la qualità dei dati disponibili confrontandoli con quelli di settore o di mercato ritenuti comparabili secondo quanto previsto all’articolo 36-/bis/, comma 3, del Codice. Eventuali scostamenti significativi dovrebbero essere individuati e compresi. In tale ambito la funzione attuariale può far riferimento alle specificità dei gruppi di rischi omogenei oggetto di valutazione.

CAPO III
Segmentazione e scomposizione delle obbligazioni assunte

Art. 24
(Segmentazione delle obbligazioni derivanti dai contratti di assicurazione danni e malattia)

  1. Nell’ambito dell’attività di segmentazione di cui all’articolo 36-/novies/del Codice, l’impresa garantisce che le obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione relative a rami danni siano ripartite per le aree di attività dei rami vita, qualora tali obbligazioni siano esposte a rischi biometrici, e siano valutate con tecniche che prendano esplicitamente in considerazione il comportamento delle variabili sottese a tali rischi.
  2. In caso di obbligazioni derivanti dai contratti di cui all’articolo 20 del Codice, l’impresa garantisce che tali obbligazioni siano valutate secondo una tecnica analoga a quella dell’assicurazione vita e quindi assegnate alle aree di attività vita.

Art. 25
(Variazioni nella segmentazione delle obbligazioni derivanti da contratti di assicurazione relative ai rami danni)

  1. Se, in virtù del verificarsi di un evento assicurato su obbligazioni originariamente assegnate alle aree di attività danni, l’assegnazione dell’obbligazione varia ed è quindi assegnata alle aree di attività vita, l’impresa, appena dispone di informazioni sufficienti per valutare l’obbligazione, utilizza le tecniche attuariali relative alle aree di attività vita.

Art. 26
(Determinazione e valutazione dell’appropriatezza di gruppi di rischi omogenei)

  1. Nel calcolo delle riserve tecniche e in particolare al fine di formulare le ipotesi, l’impresa ripartisce le obbligazioni in gruppi di rischi omogenei.
  2. Un gruppo di rischi omogenei è costituito da contratti con caratteristiche di rischio simili. Il gruppo è identificato tenendo conto di un appropriato bilanciamento tra la credibilità dei dati disponibili per consentire lo svolgimento di analisi statistiche affidabili e l’omogeneità delle caratteristiche di rischio all’interno del gruppo.
  3. L’impresa definisce gruppi di rischi omogenei in modo che siano ragionevolmente stabili nel tempo.
  4. Ove necessario, i fini della definizione dei gruppi omogenei di rischi, l’impresa tiene conto, tra l’altro, dei seguenti elementi:
    1. la politica di sottoscrizione;
    2. la politica di liquidazione dei sinistri;
    3. il profilo di rischio degli assicurati;
    4. le caratteristiche del prodotto, in particolare delle garanzie; e) le future misure di gestione.
  5. L’impresa garantisce la coerenza tra i gruppi di rischi omogenei utilizzati per valutare l’importo delle riserve tecniche al lordo della riassicurazione e quelli per valutare i relativi importi recuperabili da contratti di riassicurazione.
  6. Nell’individuazione dei gruppi di rischio omogenei per il calcolo delle riserve premi e delle riserve sinistri, l’impresa considera sia la natura dei rischi sottostanti oggetto di valutazione congiunta sia la qualità dei dati esistenti.
  7. Nell’individuazione dei gruppi di rischi omogenei per il calcolo delle riserve sinistri, l’impresa considera separatamente i sinistri CARD e NO CARD classificati nell’area di attività “ Assicurazione sulla responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli” di cui all’allegato I degli Atti delegati. I dati relativi ai sinistri CARD e NO CARD sono trasmessi con appositi modelli per la presentazione delle informazioni alle autorità di vigilanza.
  8. Nell’individuazione dei gruppi di rischi omogenei relativi all’area di attività 30 (assicurazione con partecipazione agli utili di cui all’allegato I, lettera D degli Atti delegati), l’impresa considera le polizze aventi le medesime caratteristiche in termini di livello di tasso di interesse minimo garantito e di struttura della garanzia prestata.

Art. 27
(Applicazione delle ipotesi a livello di contratto o di gruppi di contratti)

  1. Per calcolare le riserve tecniche e le proiezioni dei flussi di cassa, l’impresa applica le ipotesi, ricavate a livello di gruppi di rischi omogenei ai singoli contratti o a gruppi di contratti. I gruppi di contratti possono essere più dettagliati dei gruppi di rischi omogenei.

Art. 28
(Scomposizione di contratti di assicurazione o di riassicurazione che coprono molteplici aree di attività)

  1. Se un contratto di assicurazione o di riassicurazione copre i rischi di diverse aree di attività, la ripartizione delle obbligazioni non è richiesta laddove solo uno dei rischi coperti dal contratto è rilevante. In questo caso, le obbligazioni contrattuali dovrebbero essere segmentate in base al fattore di rischio principale.

Art. 29
(Livello di dettaglio della segmentazione)

  1. L’impresa analizza se il livello di dettaglio della segmentazione effettuata riflette adeguatamente la natura dei rischi. A tal fine, l’impresa tiene in considerazione sia il diritto degli assicurati, dei beneficiari e degli aventi diritto a prestazioni assicurative di beneficiare della partecipazione agli utili, sia le opzioni e le garanzie implicite nei contratti, sia i fattori di rischio rilevanti.

CAPO IV
Ipotesi sottese al calcolo delle riserve tecniche

Art. 30
(Coerenza delle ipotesi sottese al calcolo delle riserve tecniche)

  1. Le ipotesi utilizzate nel calcolo delle riserve tecniche devono essere coerenti con le ipotesi, i criteri e i metodi utilizzati dall’impresa per la determinazione dei fondi propri e del requisito patrimoniale di solvibilità.

Art. 31
(Modellazione dei fattori di rischio biometrici)

  1. L’impresa valuta se un metodo di tipo deterministico o stocastico è adeguato alla modellizzazione dell’incertezza dei fattori di rischio biometrici.
  2. L’impresa tiene conto della durata delle passività nel valutare l’adeguatezza di un metodo che trascuri le variazioni future attese dei fattori di rischio biometrico. La valutazione dell’adeguatezza del metodo deve tener conto dell’errore introdotto nel risultato dal metodo stesso.
  3. L’impresa valuta l’adeguatezza di un metodo che presuppone che i fattori di rischio biometrici siano indipendenti da qualsiasi altra variabile tenendo conto della specificità dei fattori di rischio. La valutazione del livello di correlazione tra le variabili è basata su dati storici e sul giudizio esperto.

Art. 32
(Spese da valutare nel calcolo della migliore stima)

  1. Ai fini del calcolo della migliore stima, ai sensi dell’articolo 31 degli Atti delegati l’impresa che utilizza programmi di copertura (hedging) effettua la proiezione dei flussi di cassa includendo anche le seguenti spese:
    1. spese per eventuali programmi di copertura per ridurre i rischi anche tenendo in considerazione la possibilità di turbolenze dei mercati finanziari o di possibili situazioni di illiquidità;
    2. spese per infrastrutture informatiche, per il personale che esegue le analisi quantitative, per le transazioni degli strumenti di copertura e per eventuali contratti di esternalizzazione.
  2. Ai fini del calcolo della migliore stima, ai sensi dell’articolo 31 degli Atti delegati effettua la proiezione dei flussi di cassa includendo anche le spese determinate da contratti tra l’impresa e soggetti terzi, ivi incluse le commissioni riconosciute alle reti di vendita e le spese in materia di riassicurazione. Tali spese sono incluse sulla base delle condizioni contrattuali; in particolare, l’impresa considera tali spese sulla base delle condizioni presenti nei contratti stipulati con i soggetti terzi, ivi inclusi gli agenti ed i riassicuratori.

Art. 33
(Disponibilità dei dati esterni)

  1. L’impresa valuta la disponibilità di dati di mercato pertinenti per stimare le spese tenendo in considerazione la rappresentatività di tali dati per il portafoglio polizze, nonché la loro credibilità e affidabilità.

Art. 34
(Livello di dettaglio per l’assegnazione delle spese)

  1. L’impresa assegna le spese a gruppi di rischi omogenei, almeno per area di attività, in base alla segmentazione delle obbligazioni utilizzata nel calcolo delle riserve tecniche.

Art. 35
(Ripartizione delle spese generali)

  1. Le spese generali di cui all’articolo 31 degli Atti delegati, sono imputate all’attività dell’impresa in modo realistico, oggettivo e in modo costante nel tempo in base alle più recenti analisi sulle operazioni condotte dall’impresa. A tal fine l’impresa individua opportuni fattori di spesa e relativi coefficienti di ripartizione.
  2. Fatto salvo il rispetto del principio di proporzionalità e dei criteri di assegnazione di cui al comma 1, l’impresa considera le spese generali secondo la semplificazione di cui all’allegato 2 quando sono soddisfatte le seguenti condizioni:
    1. l’impresa svolge la propria attività emettendo contratti rinnovabili annualmente;
    2. i rinnovi sono attribuiti all’attività futura, secondo i limiti di un contratto di assicurazione;
    3. i sinistri si verificano in modo uniforme durante il periodo di copertura.

Art. 36
(Variazione nell’approccio per la ripartizione delle spese generali)

  1. Le spese generali sono allocate all’attività esistente e futura in modo costante nel tempo. Il criterio di ripartizione viene modificato solo se un diverso approccio rifletta meglio la situazione corrente.

Art. 37
(Proiezione dei flussi di cassa relativi alle spese)

  1. L’impresa proietta i flussi di cassa relativi alle spese coerentemente con le scadenze temporali dei flussi delle obbligazioni assunte dall’impresa.
  2. L’impresa stabilisce ipotesi sull’evoluzione futura delle spese nel corso del tempo, incluse le spese future conseguenti agli impegni assunti alla data o prima della data di conclusione del contratto, che siano adeguate alla natura delle spese sostenute,
  3. L’impresa, in coerenza con le ipotesi economiche, tiene conto anche dell’evoluzione del processo di natura inflattiva.

Art. 38
(Semplificazioni per il calcolo delle spese)

  1. L’impresa valuta la natura, la portata e la complessità dei rischi sottesi alle spese considerando, tra l’altro, l’incertezza dei futuri flussi di cassa di spesa, qualsiasi evento che possa modificare l’ammontare, la frequenza e il costo medio dei flussi di cassa di spesa, il tipo di spesa ed il grado di correlazione tra i diversi tipi di spesa.
  2. L’impresa può utilizzare un modello semplificato per la proiezione delle spese che si avvalga delle informazioni sui caricamenti per spese attuali e passate per proiettare i futuri caricamenti per spese, compresa l’inflazione.
  3. Nel caso di utilizzo del modello semplificato di cui al comma 2, l’impresa:
    1. analizza le spese correnti e storiche, prendendo in considerazione, fra l’altro, i fattori che incidono sulle stesse;
    2. valuta la proporzionalità delle spese rispetto alla dimensione e alla natura dei portafogli assicurativi.
  4. L’impresa non ricorre al calcolo semplificato di cui al comma 2 nel caso in cui le spese siano variate sostanzialmente o si preveda coprano solo parzialmente le spese necessarie a liquidare le obbligazioni assunte dall’impresa.

CAPO V
Trattamento delle garanzie finanziarie e delle opzioni contrattuali

Art. 39
(Oneri per opzioni implicite)

  1. L’impresa considera esplicitamente gli importi a carico dei contraenti relativi alle opzioni implicite.

Art. 40
(Appropriatezza delle ipotesi per la valutazione delle opzioni e delle garanzie finanziarie)

  1. L’impresa, ai fini della valutazione delle opzioni contrattuali e delle garanzie finanziarie di cui all’articolo 36-/decies/del Codice, utilizza ipotesi coerenti con i dati di mercato e le prassi di mercato correnti, con il comportamento del contraente, con le misure di gestione, e con le caratteristiche specifiche del business dell’impresa.
  2. Al fine di garantire che le ipotesi utilizzate nella valutazione delle riserve tecniche siano sempre realistiche, anche in relazione all’impatto di condizioni e tendenze di mercato avverse, l’impresa aggiorna regolarmente le ipotesi di cui al comma 1 sulla base di tutte le informazioni disponibili successivamente all’ultimo calcolo delle riserve tecniche.

Art. 41
(Ipotesi sul comportamento dei contraenti)

  1. Le ipotesi relative al comportamento dei contraenti di cui all’articolo 26 degli Atti delegati sono supportate da evidenze statistiche ed empiriche.
  2. Ai fini del comma 1, l’impresa considera che i contraenti possano esercitare le opzioni contrattuali in maniera economicamente razionale. A tal fine, l’impresa tiene conto della consapevolezza dei contraenti rispetto al valore delle opzioni contrattuali e delle loro possibili reazioni alla mutevole situazione finanziaria dell’impresa.

CAPO VI
Future misure di gestione e ipotesi sulle future partecipazioni agli utili

Art. 42
(Future misure di gestione)

  1. Nell’ambito delle analisi di cui all’articolo 23 degli Atti delegati l’impresa:
    1. fornisce adeguate giustificazioni quando le future misure di gestione vengono ignorate per motivi di scarsa significatività;
    2. tiene conto dell’impatto delle misure di gestione assunte su altre ipotesi all’interno dello scenario di valutazione. In particolare, l’impresa tiene conto degli effetti di una misura di gestione sul comportamento dei contraenti e sulle spese correlate;
    3. tiene conto dei vincoli giuridici o regolamentari esistenti sulla misura di gestione;
    4. garantisce che, per un dato scenario, le future misure di gestione previste riflettano l’equilibrio in coerenza con la pianificazione aziendale, tra il grado di competitività e il rischio di estinzioni dinamiche;
    5. per il lavoro indiretto, considera le future misure di gestione dell’impresa cedente allo stesso modo del comportamento del contraente, e stima le proprie riserve tecniche sulla base di ipotesi ragionevoli per il comportamento della cedente.

Art. 43
(Ipotesi sulle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale)

    1. Nella valutazione delle riserve tecniche, l’impresa tiene conto delle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale che prevede saranno realizzate, indipendentemente dal fatto che tali pagamenti siano contrattualmente garantiti. A tal fine l’impresa considera tutti i vincoli giuridici e contrattuali, le modalità di partecipazione agli utili ed eventuali piani per la distribuzione degli utili.
    2. Ai fini del comma 1, l’impresa formula le ipotesi sulle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale in modo obiettivo, realistico e verificabile. L’impresa considera inoltre i principi e le pratiche adottate per offrire contratti assicurativi con partecipazione agli utili.
    3. Se la distribuzione delle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale è legata alla situazione finanziaria dell’impresa, le ipotesi devono riflettere l’interazione tra le attività e le passività dell’impresa stessa.
    4. L’impresa, nel valutare secondo il principio di proporzionalità un eventuale metodo semplificato utilizzato per la valutazione delle ipotesi sulle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale, considera un’analisi completa dell’esperienza passata, della pratica corrente e del meccanismo di distribuzione degli utili.

TITOLO III
METODOLOGIE PER CALCOLARE LE RISERVE TECNICHE
CAPO I
Valutazione della proporzionalità

Art. 44
(Principio di proporzionalità)

      1. Nella valutazione sulla proporzionalità del metodo di calcolo delle riserve tecniche di cui all’articolo 56 degli Atti delegati, l’impresa tiene conto della forte interrelazione esistente tra la natura, la portata e la complessità dei rischi sottostanti alle obbligazioni assunte dall’impresa.
      2. L’impresa assicura che la funzione attuariale sia in grado di spiegare i metodi utilizzati per calcolare le riserve tecniche e il motivo per cui sono stati selezionati.

Art. 45
(Valutazione della natura e della complessità dei rischi)

      1. Al fine di determinare se il metodo di calcolo delle riserve tecniche è proporzionato, l’impresa valuta la natura e la complessità dei rischi sottostanti il portafoglio dei contratti ai sensi dell’articolo 56 degli Atti delegati.
      2. A tal fine, laddove applicabili, l’impresa tiene conto almeno dei seguenti fattori:
        1. grado di omogeneità dei rischi;
        2. varietà dei diversi sottorischi o diversi elementi di cui rischio si compone;
        3. modo in cui tali sottorischi sono interconnessi tra loro;
        4. livello di incertezza insito nella stima dei flussi di cassa;
        5. natura dell’evento o della cristallizzazione del rischio, in termini di frequenza e costo medio;
        6. tipo di sviluppo dei pagamenti dei sinistri nel tempo;
        7. misura della perdita potenziale tenuto conto della coda della distribuzione dei sinistri;
        8. tipo di attività da cui hanno origine i rischi, ossia attività diretta o indiretta;
        9. grado di dipendenza tra diversi tipi di rischio, compresa la coda della distribuzione del rischio;
        10. eventuali strumenti di attenuazione del rischio applicati e il loro impatto sul profilo di rischio sottostante.

Art. 46
(Individuazione dei rischi complessi)

      1. L’impresa individua i fattori che indicano la presenza di rischi complessi. Tali fattori riguardano almeno i casi in cui:
        1. i flussi di cassa sono altamente dipendenti dal percorso simulativo (/path dependent)/;
        2. sussistono significative interdipendenze non lineari tra i diversi fattori di incertezza;
        3. i flussi di cassa sono influenzati in misura significativa da potenziali future misure di gestione;
        4. i rischi hanno un significativo impatto asimmetrico sul valore dei flussi di cassa, in particolare se i contratti includono significative opzioni e garanzie o se esistono complessi contratti di riassicurazione;
        5. il valore delle opzioni e delle garanzie è influenzato dal comportamento del contraente;
        6. l’impresa utilizza uno strumento complesso di attenuazione del rischio;
        7. i contratti incorporano una serie di coperture di diversa natura;
        8. le condizioni contrattuali sono complesse, in particolare in termini di franchigie, partecipazioni, criteri di inclusione e di esclusione della copertura.

Art. 47
(Valutazione della portata dei rischi)

      1. Al fine di determinare se il metodo di calcolo delle riserve tecniche è proporzionato, l’impresa valuta la portata dei rischi sottostanti al portafoglio ai sensi dell’articolo 56 degli Atti delegati.
      2. L’impresa individua e utilizza un sistema di misurazione della portata dei rischi idonea a consentire la valutazione obiettiva e affidabile del rischio.
      3. Il sistema di cui al comma 2 utilizza un parametro o un livello di riferimento di riferimento specifico per l’impresa, in modo tale che sia attribuita al rischio una valutazione relativa e non assoluta. In tal modo l’impresa può considerare la valutazione della portata del rischio in un intervallo di valori del parametro di riferimento stabilito.

Art. 48
(Dettaglio della valutazione della significatività)

      1. Ai fini del calcolo delle riserve tecniche, l’impresa individua il livello di dettaglio adeguato al quale la valutazione della significatività debba essere effettuata. A tal fine, l’individuazione del livello può far riferimento a singoli gruppi di rischi omogenei, a singole aree di attività o all’intera attività dell’impresa.
      2. Nella individuazione del livello di dettaglio di cui al comma 1, l’impresa valuta se un rischio irrilevante per l’intero business dell’impresa può avere un impatto significativo se considerato in un segmento più piccolo del portafoglio.
      3. Nella individuazione del livello di dettaglio di cui al comma 1, l’impresa tiene conto anche degli effetti sui fondi propri, sul bilancio di solvibilità e sul requisito patrimoniale di solvibilità.

Art. 49
(Conseguenze di un errore significativo individuato nella valutazione della proporzionalità)

      1. Se l’impresa non può evitare di utilizzare un metodo di calcolo delle riserve tecniche che comporta un errore significativo, l’impresa:
        1. documenta tale situazione e l’errore significativo;
        2. considera le implicazioni dell’errore sulla affidabilità del calcolo delle riserve tecniche e sulla posizione di solvibilità dell’impresa;
        3. valuta se la significatività dell’errore sia stata adeguatamente tenuta in considerazione nella determinazione del requisito patrimoniale di solvibilità e, di conseguenza, nel calcolo del margine di rischio delle riserve tecniche.

CAPO II
Metodi applicati per i calcoli delle riserve tecniche nel corso dell’anno

Art. 50
(Calcolo semplificato nel corso dell’anno)

      1. Ai fini del calcolo trimestrale del requisito patrimoniale minimo di cui all’articolo 47-/ter/del Codice, l‘impresa può determinare le riserve tecniche ricorrendo a semplificazioni, tra cui quella riportata in allegato 3, tenendo conto della valutazione del principio di proporzionalità, nei calcoli trimestrali delle riserve tecniche.

Art. 51
(Calcolo trimestrale della migliore stima)

      1. Ai fini del calcolo trimestrale della migliore stima delle riserve tecniche, l’impresa può eseguire un calcolo evolutivo, tenendo conto dei flussi di cassa che si sono verificati e delle nuove obbligazioni sorte nel corso del trimestre. L’impresa aggiorna le ipotesi del metodo di calcolo evolutivo quando l’analisi attuale a fronte di quella prevista indica che sono intervenute modifiche durante il trimestre.
      2. Per il calcolo evolutivo trimestrale della migliore stima delle riserve tecniche vita per i contratti /index-linked/, /unit-linked,/con partecipazione agli utili o con garanzie finanziarie, l’impresa valuta la sensitività della migliore stima ai parametri finanziari ricorrendo alle analisi di sensitività cui all’articolo 272, paragrafo 5, degli Atti delegati. L’impresa documenta la scelta della serie di parametri finanziari e la loro costante appropriatezza
        al rispettivo portafoglio di attività, nonché la pertinenza e l’accuratezza dell’analisi di sensitività.

CAPO III
Metodologie per la valutazione delle opzioni contrattuali e delle garanzie
finanziarie

Art. 52
(Decisione sulla metodologia)

      1. L’impresa valuta le opzioni contrattuali e le garanzie finanziarie sulla base di metodologie attuariali e statistiche adeguate, applicabili e pertinenti, tenendo conto dei progressi delle scienze attuariali e delle prassi di mercato generalmente accettate. A tal fine, l’impresa prende in considerazione almeno i seguenti aspetti:
        1. natura, portata e complessità dei rischi sottostanti e la loro interdipendenza nel corso della durata dei contratti;
        2. possibili approfondimenti sulla natura delle opzioni e delle garanzie e dei loro principali fattori;
        3. un esame approfondito sulla necessità di includere ulteriore complessità di calcolo;
        4. giustificazione sull’appropriatezza del metodo.

Art. 53
(Metodologie per la valutazione delle opzioni contrattuali e delle garanzie finanziarie)

      1. Nella scelta dell’utilizzo di un approccio a formula chiusa o di un approccio stocastico per la valutazione delle opzioni contrattuali e delle garanzie finanziarie relative ai contratti di assicurazione e di riassicurazione, l’impresa applica il principio di proporzionalità di cui all’articolo 56 degli Atti delegati.
      2. Nel caso in cui i metodi di cui al comma 1 non possono essere utilizzati, l’impresa può ricorrere a un approccio di ultima istanza che consiste nelle seguenti fasi:
        1. analisi delle caratteristiche dell’opzione o della garanzia e della sua incidenza sui flussi di cassa;
        2. analisi dell’importo al quale l’opzione o la garanzia dovrebbe essere /in-the-money/o /out-of-the-money/al momento della valutazione;
        3. determinazione del costo dell’opzione o della garanzia che potrebbe variare nel tempo;
        4. stima della probabilità che l’opzione o la garanzia possa diventare più o meno costosa nel futuro.

CAPO IV
Generatori di scenari economici (ESG)

Art. 54
(Documentazione relativa ai generatori di scenari economici)

      1. L’impresa fornisce, su richiesta dell’IVASS, la seguente documentazione relativa ai generatori di scenari economici eventualmente utilizzati:
        1. i modelli matematici su cui si basa il generatore di scenari economici e le motivazioni della scelta;
        2. la valutazione della qualità dei dati utilizzati per generare gli scenari economici;
        3. il processo di calibrazione;
        4. i parametri risultanti dal processo di calibrazione, in particolare quelli corrispondenti alla volatilità ed alla correlazione dei fattori di rischio di mercato.

Art. 55
(Esternalizzazione del generatore di scenari economici)

      1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 30-/septies/del Codice e delle relative norme di attuazione, in caso di esternalizzazione, l’impresa:
        1. comprende adeguatamente i modelli matematici su cui si basa il generatore, ed il relativo processo di calibrazione, con particolare riguardo ai metodi e alle ipotesi utilizzati e ai suoi limiti;
        2. è tempestivamente informata dal fornitore in relazione a qualsiasi modifica rilevante apportata al generatore.

Art. 56
(Processo di calibrazione del generatore)

      1. Il processo di calibrazione di un generatore utilizzato per una valutazione coerente con il mercato (/market consistent/) si basa sui dati relativi a strumenti finanziari provenienti da mercati idonei per spessore, liquidità e trasparenza, ai sensi dell’articolo 1 degli Atti delegati e che riflettono le condizioni di mercato al momento della valutazione.
      2. Nei casi in cui non sia possibile l’utilizzo dei dati di cui al comma 1, l’impresa effettua il processo di calibrazione del generatore utilizzando dati relativi a strumenti finanziari provenienti da mercati diversi da quelli di cui al comma 1, prestando attenzione a eventuali distorsioni e garantendo che gli aggiustamenti intesi a ovviare a tali distorsioni siano realizzati in maniera deliberata, obiettiva e affidabile.
      3. L’impresa è in grado di dimostrare che la scelta degli strumenti finanziari utilizzati nel processo di calibrazione ai sensi dei commi 1 e 2 sia coerente con le caratteristiche delle obbligazioni di assicurazione e riassicurazione oggetto di valutazione.

Art. 57
(Prove di accuratezza, solidità e coerenza con il mercato)

      1. L’impresa valuta regolarmente e con cadenza almeno annuale, l’accuratezza, la solidità e la coerenza con il mercato dei generatori di scenari economici.
      2. Su richiesta dell’IVASS, l’impresa dimostra che il generatore possiede le caratteristiche di cui al comma 1.
      3. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, l’impresa:
        1. definisce una misura dell’accuratezza del generatore che includa almeno un’analisi di errore Montecarlo;
        2. sottopone a /test/di sensibilità la valutazione di alcune passività tipiche alla variazione di alcuni parametri del processo di calibrazione per dimostrare la solidità;
        3. effettua, sulla serie di scenari elaborati dal generatore, almeno le seguenti prove per dimostrare la coerenza con il mercato:
          -prove di calibrazione, verificando che i requisiti di cui all’articolo 22, paragrafo 3 degli Atti delegati siano soddisfatte;
          -prove di Martingale per le classi di attività che sono state utilizzate nel processo di calibrazione del generatore e per alcune semplici strategie di investimento;
          -prove di correlazione, confrontando le correlazioni simulate con le correlazioni storiche.

Art. 58
(Generatori di numeri casuali e pseudocasuali)

      1. L’impresa garantisce che i generatori di numeri casuali e pseudocasuali utilizzati in un generatore di scenari economici siano adeguatamente testati.

Art. 59
(Appropriatezza del generatore di scenari economici nel tempo)

      1. L’impresa adotta adeguate procedure per garantire che il generatore di scenari economici rimanga adeguato per il calcolo delle riserve tecniche nel tempo.

CAPO V
Calcolo del margine di rischio

Art. 60
(Metodi di calcolo del margine di rischio)

      1. Ai fini del calcolo del margine di rischio l’impresa valuta la necessità di effettuare una proiezione completa di tutti i futuri requisiti patrimoniali di solvibilità al fine di riflettere in modo proporzionato la natura, la portata e la complessità dei rischi sottesi alle obbligazioni assunte dall’impresa.
      2. In caso sia valutata la non necessità di cui al comma 1, l’impresa può utilizzare metodi alternativi per il calcolo del margine di rischio, purché sufficientemente in grado di rilevare il profilo di rischio dell’impresa.
      3. L’impresa, qualora utilizzi metodologie semplificate per il calcolo della migliore stima, valuta il conseguente impatto che l’uso di tali metodologie può avere sui metodi disponibili per il calcolo del margine di rischio, fra cui l’uso di metodi semplificati per la proiezione dei requisiti patrimoniali di solvibilità futuri.

Art. 61
(Gerarchia dei metodi per il calcolo del margine di rischio)

      1. L’impresa, nella scelta del livello della gerarchia delle semplificazioni per il calcolo del margine di rischio, tiene conto della gerarchia indicata nell’allegato 4, assicurando che il livello di complessità non sia eccessivo rispetto allo scopo di riflettere in modo proporzionato la natura, portata e complessità dei rischi sottostanti gli impegni assunti dall’impresa di riferimento di cui all’articolo 38 degli Atti delegati..
      2. L’impresa applica la gerarchia coerentemente con il quadro stabilito nella definizione del principio di proporzionalità e con la necessità di valutare i rischi in modo corretto..
      3. Fatta salva la valutazione della proporzionalità ed il rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 58 degli Atti delegati, l’impresa può utilizzare le semplificazioni di cui all’allegato 4 nell’applicare la gerarchia dei metodi.

Art. 62
(Assegnazione del margine di rischio)

      1. Nei casi in cui risulti troppo complesso calcolare in modo accurato il contributo delle singole aree di attività al requisito patrimoniale di solvibilità durante la vita di tutto il portafoglio, l’impresa applica metodi semplificati per assegnare il margine di rischio alle singole aree di attività che siano proporzionati alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi connessi. I metodi applicati devono essere coerenti nel tempo.

CAPO VI
Calcolo delle riserve tecniche come elemento unico

Art. 63
(Calcolo delle riserve tecniche come elemento unico)

      1. Nel caso in cui le riserve tecniche siano calcolate come elemento unico ai sensi dell’articolo 40 degli Atti delegati, l’impresa valuta se i flussi di cassa futuri associati ai contratti possono essere replicati in modo affidabile utilizzando strumenti finanziari. A tal fine, l’impresa valuta che i flussi di cassa di tali strumenti finanziari forniscano non solo lo stesso importo previsto per i flussi di cassa dei contratti ma anche andamenti simili in termini di variabilità.

Art. 64
(Affidabilità della replicazione)

      1. Il calcolo delle riserve tecniche come elemento unico non è ammesso nei seguenti casi:
        1. una o più caratteristiche del futuro flusso di cassa, tra cui il valore atteso, la sua volatilità o altre, dipendono da rischi le cui caratteristiche specifiche nell’impresa non sono reperibili in strumenti negoziati attivamente nei mercati finanziari;
        2. le informazioni relative ai prezzi correnti non sono immediatamente disponibili al pubblico a causa del fatto che una o più caratteristiche del futuro flusso di cassa dipendono in certa misura dallo sviluppo di fattori specifici dell’impresa, quali spese o costi di acquisizione;
        3. una o più caratteristiche del flusso di cassa futuro dipendono dallo sviluppo di fattori esterni all’impresa e sui quali non vi sono strumenti finanziari per i quali i valori di mercato affidabili sono osservabili.

Art. 65
(Turbative nel breve periodo)

      1. Qualora il mercato attivo e trasparente di un determinato strumento finanziario non soddisfi temporaneamente le condizioni di spessore e liquidità, ma l’impresa ritiene ragionevolmente che le stesse saranno soddisfatte entro i successivi tre mesi, può utilizzare i prezzi che sono stati osservati in quel periodo.
      2. L’impresa valuta che il ricorso a tali prezzi non si traduca in un errore significativo nella valutazione delle riserve tecniche.

Art. 66
(Scomposizione delle obbligazioni)

      1. Nei casi in cui al medesimo contratto siano riconducibili sia flussi di cassa futuri che soddisfano tutte le condizioni ai fini del calcolo della riserva tecnica come elemento unico, sia altri flussi che non soddisfano alcune di queste condizioni, l’impresa effettua il calcolo della riserva tecnica di tale contratto separatamente per ciascuna serie di flussi di cassa, eseguendo il calcolo come elemento unico per il primo flusso e come calcolo della migliore stima e del margine di rischio per il secondo.
      2. In caso di presenza di una significativa interdipendenza tra le due serie dei flussi di cassa l’impresa effettua il calcolo separato della migliore stima e del margine di rischio per l’intero contratto.

CAPO VII Premi futuri

Art. 67
(Flussi di cassa relativi a premi futuri e crediti verso assicurati per premi)

      1. Nel calcolo della migliore stima, le imprese individuano i flussi di cassa per premi futuri in coerenza con i limiti di un contratto alla data di valutazione e includono nel calcolo delle passività i flussi di cassa per premi futuri in scadenza dopo la data di valutazione.
      2. Le imprese iscrivono nel bilancio di solvibilità i crediti verso assicurati per premi esigibili entro la data di valutazione fino al relativo incasso.

CAPO VIII Calcolo delle riserve

Art. 68
(Calcolo della riserva per sinistri avvenuti e denunciati)

      1. L’impresa costituisce la riserva per sinistri avvenuti e denunciati senza tener conto dei seguenti elementi:
        1. la riserva per sinistri avvenuti ma non ancora denunciati alla chiusura dell’esercizio;
        2. le spese non direttamente imputabili ai singoli sinistri denunciati.
      2. Per il calcolo della riserva di cui al comma 1, l’impresa può, tra gli altri, utilizzare uno dei seguenti metodi:
        1. metodologia basata sul numero e sul costo medio dei sinistri da pagare;
        2. stima che si basa su una valutazione analitica separata del costo di ciascun sinistro (riserva d’inventario).
      3. L’impresa considera l’utilizzo della stima di cui al precedente comma 2, lettera a), per aree di attività caratterizzate da una rapida liquidazione e da un costo medio stabile, mentre la stima di cui al comma 2, lettera b), per aree di attività caratterizzate da un basso numero di sinistri ed elevata variabilità dei costi.

Art. 69
(Riserva per sinistri avvenuti ma non ancora denunciati)

      1. La riserva per sinistri avvenuti ma non ancora denunciati comprende l’ammontare complessivo delle somme che risultano necessarie per far fronte al pagamento dei sinistri avvenuti, nell’esercizio stesso o in quelli precedenti, ma non ancora denunciati alla data delle valutazioni nonché alle relative spese di liquidazione.
      2. Se l’impresa utilizza tecniche attuariali per stimare la riserva di cui al comma 1, valuta l’idoneità delle ipotesi alla base della tecnica impiegata, o la necessità di apportare aggiustamenti ai modelli di sviluppo per riflettere adeguatamente l’evoluzione futura prevedibile.

Art. 70
(Metodi per la valutazione delle spese di liquidazione dei sinistri non direttamente imputabili)

      1. L’impresa può ricorrere al calcolo semplificato per la riserva per spese di liquidazione dei sinistri sulla base di quanto indicato nell’allegato 5 quando sono soddisfatti i seguenti criteri:
        1. le spese possono ragionevolmente essere considerate proporzionate alle riserve tecniche calcolate come elemento unico;
        2. la proporzione di cui alla lettera precedente è stabile nel tempo e le spese si distribuiscono uniformemente per tutta la durata del portafoglio sinistri nel suo complesso.

Art. 71
(Calcolo della riserva premi)

      1. Le riserve premi alla data di valutazione comprendono la valutazione di tutte le obbligazioni rilevate entro il limite di un contratto, per tutta l’esposizione a futuri eventi di sinistri, dove:
        1. la copertura ha avuto inizio prima della data di valutazione;
        2. la copertura non ha avuto inizio prima della data di valutazione, ma l’impresa ha sottoscritto un contratto che fornisce la copertura.
      2. Fatta salva la valutazione della proporzionalità e le disposizioni di cui all’articolo 36, paragrafo 2, degli Atti delegati l’impresa può applicare la semplificazione di cui all’allegato 6.
      3. L’impresa assicura che nel caso in cui il valore attuale degli afflussi di cassa futuri superi il valore attuale dei deflussi di cassa futuri, la riserva premi, escluso il margine di rischio, sia negativa.

Art. 72
(Considerazioni per le proiezioni dei costi dei sinistri)

      1. L’impresa valuta adeguatamente i flussi di cassa per i sinistri inclusi nella riserva premi. A tal fine tiene conto dell’incidenza prevista del costo dei sinistri futuri, compresa la valutazione della probabilità di sinistri infrequenti e particolarmente costosi e di sinistri latenti.

Art. 73
(Incertezza sul comportamento del contraente)

      1. Ai fini della valutazione della riserva premi, l’impresa tiene conto della possibilità che i contraenti possano esercitare le opzioni contrattuali per estendere, rinnovare, annullare o estinguere il contratto prima del termine di copertura fornito.

CAPO IX
Calcolo degli utili attesi nei premi futuri (EPIFP)

Art. 74
(Separazione delle obbligazioni di assicurazione)

      1. Ai fini del calcolo di cui all’articolo 260 degli Atti delegati, l’impresa ripartisce le obbligazioni assunte tra quelle imputabili ai premi già versati e quelle imputabili ai premi esigibili in futuro relativi ai contratti esistenti.

Art. 75
(Ipotesi utilizzate per il calcolo degli utili attesi nei premi futuri)

      1. Ai fini del calcolo delle riserve tecniche senza margine di rischio in base all’ipotesi secondo la quale i premi relativi ai contratti esistenti la cui riscossione è attesa in un momento futuro non siano riscossi, l’impresa applica lo stesso metodo attuariale utilizzato per calcolare le riserve tecniche senza margine di rischio apportando esclusivamente le seguenti modifiche alle ipotesi:
        1. le polizze dovrebbero essere trattate come se fossero in essere anziché essere considerate cessate;
        2. indipendentemente dalle condizioni giuridiche o contrattuali applicabili al contratto, il calcolo non include sanzioni, riduzioni o qualsiasi altro tipo di aggiustamento alla valutazione attuariale delle riserve tecniche senza margine di rischio, come se la polizza continuasse a essere in vigore.

CAPO X
Metodologie per calcolare gli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e società veicolo

Art 76
(Contratti di riassicurazione futuri)

      1. Ai fini del calcolo degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione, l’impresa rileva i flussi di cassa imputabili alla sottoscrizione di futuri contratti di riassicurazione che coprano obbligazioni già rilevate nel bilancio di solvibilità nel caso in cui sostituisca accordi di riassicurazione in scadenza e purché soddisfi le seguenti condizioni:
        1. l’impresa ha definito una politica scritta sulla sostituzione dell’accordo di riassicurazione;
        2. la sostituzione dell’accordo di riassicurazione non supera la frequenza trimestrale;
        3. la sostituzione dell’accordo di riassicurazione non è subordinata a qualsiasi evento futuro che è al di fuori del controllo dell’impresa. Qualora la sostituzione dell’accordo è subordinata a qualsiasi evento futuro sotto il controllo dell’impresa, le condizioni di subordinazione sono chiaramente documentate nella politica di cui alla lettera a);
        4. la sostituzione dell’accordo di riassicurazione è realistica e coerente con le attuali strategie aziendali e prassi di gestione dell’impresa, proprietà verificate attraverso un confronto con le sostituzioni adottate in precedenza dall’impresa;
        5. il rischio che l’accordo di riassicurazione non possa essere sostituito a causa di vincoli di capacità è irrilevante;
        6. l’impresa abbia effettuato una stima adeguata del futuro premio di riassicurazione da pagare, contemplando il rischio che il costo di sostituzione degli accordi di riassicurazione esistenti potrebbe aumentare;
        7. la sostituzione dell’accordo di riassicurazione non è in contrasto con i requisiti che si applicano alle future misure di gestione di cui all’articolo 236 degli Atti delegati.

Art. 77
(Calcolo semplificato degli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e da società veicolo – riserva premi)

      1. In caso di ricorso al calcolo semplificato di cui all’articolo 57 degli Atti delegati, l’impresa applica i fattori risultanti dal rapporto tra gli importi al lordo e al netto della riassicurazione.
      2. I due fattori di cui al comma 1 constano di:
        1. un fattore da applicare ai deflussi di cassa, basato sull’esame dei dati storici dei sinistri, considerando il programma di riassicurazione applicabile in futuro;
        2. un fattore da applicare agli afflussi di cassa, basato sugli importi dei relativi premi al lordo e al netto della riassicurazione che ci attende di ricevere ed incassare.
      3. Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 e la valutazione della proporzionalità, le imprese possono applicare le semplificazioni indicate nell’allegato 7.

Art. 78
(Calcolo semplificato degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione – riserva sinistri)

      1. Gli importi recuperabili da contratti di riassicurazione per il calcolo della riserva per sinistri da pagare, devono essere calcolati mediante tecniche /gross to net/distinte per ogni anno di accadimento o per ogni anno di sottoscrizione non ancora estinto.
      2. Il calcolo di cui al comma 1 viene condotto dall’impresa per una determinata area di attività o, se del caso, per gruppo di rischi omogenei.
      3. Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 e la valutazione della proporzionalità, le imprese possono applicare le semplificazioni indicate nell’allegato 7.

Art. 79
(Calcolo semplificato dell’aggiustamento per inadempienza della controparte)

      1. L’impresa ha la facoltà di ricorrere al calcolo semplificato di cui all’articolo 61 degli Atti delegati nell’ipotesi che la probabilità d’inadempienza della controparte rimanga realisticamente costante nel tempo.
      2. L’impresa valuta che l’ipotesi di cui al comma 1 sia realistica tenendo conto della classe di merito della controparte e della /duration/modificata degli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e dalle società veicolo.

CAPO XI
Principi generali in materia di metodologie per il calcolo delle riserve tecniche

Art. 80
(Periodo di proiezione dei flussi di cassa)

      1. Nel valutare se il periodo di proiezione e la tempistica dei flussi di cassa durante l’anno utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche sono proporzionali, l’impresa considera almeno le seguenti caratteristiche:
        1. il grado di omogeneità dei flussi di cassa;
        2. la misura in cui i flussi di cassa futuri possono essere stimati (livello di incertezza);
        3. la natura dei flussi di cassa.

TITOLO IV CONVALIDA

Art. 81
(Processo di convalida del calcolo delle riserve tecniche)

      1. Ai fini dei compiti di cui all’articolo 272 degli Atti delegati, la funzione attuariale:
        1. garantisce che la procedura di convalida sia proporzionata, considerando la significatività dell’impatto, presa sia singolarmente sia in combinazione, di ipotesi, approssimazioni e metodologie sul valore delle riserve tecniche;
        2. considera quali approcci e procedure di convalida sono più appropriati, a seconda delle caratteristiche della passività e della destinazione d’uso dell’approccio o della procedura;
        3. garantisce che la procedura di convalida riguardi gli aspetti quantitativi e qualitativi e vada al di là di un confronto delle stime con gli esiti. A tal fine include anche gli aspetti qualitativi come la valutazione dei controlli, la documentazione, l’interpretazione e la comunicazione dei risultati;
        4. esegue una procedura periodica e dinamica in cui perfeziona periodicamente gli approcci di convalida per integrare l’esperienza acquisita dallo svolgimento delle convalide precedenti e in risposta alle mutevoli condizioni di mercato e operative.

Art. 82
(Confronto tra i dati storici e le ipotesi utilizzate)

      1. Il confronto tra i dati e le tendenze di mercato con i dati tratti dall’esperienza sono parte integrante del processo di validazione.
      2. Per le finalità di cui al comma 1, la funzione attuariale:
        1. individua lo scostamento complessivo tra i sinistri attesi e quelli effettivamente verificatisi;
        2. ripartisce lo scostamento complessivo nelle sue fonti principali e analizza le ragioni dello scostamento.
      3. Se lo scostamento di cui al comma 2 non sembra essere un’irregolarità temporanea, la funzione attuariale formula raccomandazioni all’organo amministrativo sulle eventuali modifiche da apportare al modello o alle ipotesi utilizzate.

Art. 83
(Confronto con i dati di mercato per contratti con opzioni e garanzie)

      1. L’impresa valuta se vi sia una gamma di strumenti di mercato disponibili per riprodurre approssimativamente i contratti con opzioni incorporate e garanzie. Se disponibile, il prezzo di tali portafogli dovrebbe essere confrontato con il valore delle riserve tecniche, calcolato come la somma della migliore stima ed il margine di rischio.

TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI

Art. 84 (Pubblicazione ed entrata in vigore)

      1. Il presente Regolamento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, nel Bollettino dell’IVASS e sul sito istituzionale.
      2. Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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