Antitrust, a piccoli passi verso il plurimandato

Piano piano qualcosa si muove, o almeno qualcosa sembra muoversi, l’Antitrust ha dato un primo ok per il plurimandato alle assicurazioni.

Recentemente l’autorità garante per la concorrenza ha inviato sette lettere di impegno indirizzate alle compagnie assicurative: Generali, Reale Mutua, AXA, UnipolSai, Allianz, Grouparma e Cattolica. Al centro della comunicazione vi sarebbero le ipotetiche decisioni strategiche delle compagnie atte proprio ad ostacolare la diffusione del plurimandato; esisterebbero specifiche limitazioni per gli agenti che li obbligano a non poter proporre prodotti che vadano in diretta concorrenza con gli stessi presenti nel contratto sottoscritto con la compagnia.

Se si riuscisse a passare alla fase successiva, ovvero al test “sul campo” passando la parola direttamente al mercato, alle associazioni dei consumatori ed agli agenti, il plurimandato potrebbe effettivamente avere le vele spiegate in Italia e diffondersi liberamente.

Il plurimandato, probabilmente lo strumento per mettersi la crisi alle spalle
Il plurimandato, sebbene sia un argomento che in Italia è sempre presente nelle discussioni degli addetti ai lavori, non è un nodo che non è mai stato sciolto completamente; probabilmente è uno dei tasselli, come indicato da più parti, per dare una svolta alla crisi e per avviare quella serie di modifiche strutturali di cui avrebbe bisogno il settore assicurativo. Come si è visto, in seguito all’abolizione del tacito rinnovo (ne abbiamo parlato qui), la maggiore competizione tra le imprese assicurative ha portato sostanziali benefici per i consumatori che hanno iniziato a risparmiare da subito, ma hanno anche generato una moltiplicazione dell’offerta consentendo di scegliere tra più prodotti assicurativi quello che più è attinente alle proprie esigenze.
Il plurimandato avrebbe ancora più effetti sotto questo profilo, ogni agente potrebbe presentare più preventivi e più offerte potendo scegliere tra diversi prodotti assicurativi appartenenti alle diverse imprese del mercato, lasciando all’utente finale il compito di scegliere quello che più è aderente alle richieste, in questo modo sul lungo periodo salirebbe il grado di fidelizzazione dei consumatori.

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