Mediatori creditizi snobbati

I mediatori creditizi vengono esclusi dal fondo di garanzia per acquistare o ristrutturare la prima casa

consulenza mutui

Mediatori Creditizi penalizzati

I mediatori creditizi, figure chiave insieme ai consulenti del credito all’interno di un mercato immobiliare che ancora stenta a riprendersi, vengono esclusi dal fondo di garanzia per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.

Il fondo di garanzia per la casa è stato previsto nel decreto interministeriale del 31 luglio 2014, è entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta lo scorso 29 settembre, ed è stato reso definitivo dopo la firma del protocollo d’intesa tra Tesoro e Abi.

Il provvedimento dovrebbe alimentare il mercato facilitando l’erogazione dei mutui e quindi innescando il meccanismo che potrebbe dare ossigeno al mercato immobiliare, in questo senso i mediatori creditizi sarebbero potuti diventare parte attiva ed un potente propulsore per la promozione di questo provvedimento in cui si invece deciso di utilizzare soltanto il canale delle banche.

Ancora penalizzati i mediatori creditizi
I mediatori creditizi che hanno il ruolo fondamentale di mettere in contatto il potenziale mutuatario con gli istituti di credito, costruendo la possibilità di accesso al credito su misura per ogni persona, vengono fortemente penalizzati, in primo luogo perché con una capillare copertura del territorio i mediatori creditizi possono aggredire molto più velocemente il mercato, e ovviamente in secondo luogo perché in questo modo viene impedita l’opportunità di creare business a imprese e professionisti del settore del credito.

Un passo indietro che toglie ossigeno a tante imprese
Mediatori del credito e consulenti con la propria professionalità hanno il potenziale di poter consigliare la migliore offerta di credito a tanti potenziali clienti, e costituiscono un mercato importante in Italia, penalizzarli in questo modo significa togliere ossigeno a tante piccole imprese che in Italia danno lavoro a professionisti del settore. Questo provvedimento è sicuramente un passo indietro per il settore del credito.

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