La banca popolare cinese acquista il 2% di Generali

In Generali si parla cinese.

banca popolare cinese acquista generali

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La banca popolare cinese ha acquistato – per la somma di 475 milioni di euro – il 2% di Generali, la più grande impresa assicuratrice d’Italia e la terza d’Europa.
“Piuttosto che investire in obbligazioni a basso rendimento, come ad esempio i titoli di Stato italiani, i cinesi stanno cercando di diversificare i loro investimenti, con particolare attenzione alle società di alto profilo con impronta globale.” ha dichiarato Marco Valli, capo economista per l’Eurozona di UniCredit.
Infatti, in contro tendenza rispetto al resto delle banche centrali asiatiche, la Banca popolare cinese ha continuato a investire in debito pubblico italiano – sia pure a scadenze più brevi – anche al culmine della crisi della zona euro. Ma un calo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani all’inizio di quest’anno ha compromesso la redditività di questa strategia.

La banca popolare cinese non ha investito solo nel settore assicurativo italiano: Pechino ha acquistato quote di Fiat, Telecom Italia e Prysmian. Precedentemente, nel mese di marzo, la banca centrale cinese aveva acquistato quote di Eni – con un investimento di € 1.300.000.000 – e di Enel.
Quindi, nonostante l’outlook negativo che caratterizza le prospettive future dell’economia italiana, la banca popolare cinese ha deciso di investire circa 3 miliardi di euro nel aziende blue-chip. Questo è dovuto sia alla volontà del governo cinese di diversificare gli investimenti – al di là del debito pubblico – sia all’ingente liquidità di cui dispone il governo di Pechino.
Dal 2009 ad oggi, circa il 10% delle acquisizioni cinesi in Europa hanno avuto come oggetto un’azienda italiana.
In merito, Alessandro Daffina, amministratore delegato di Rothschild Italia ha affermato che: “L’Italia è attualmente un interessante centro di investimento.” Sempre Daffina ha proseguito dicendo: “Gli investitori cinesi vedono (l’italia, ndr) come un varco ideale per penetrare nel mercato europeo. Inoltre apprezzano la reputazione, la tradizione e la qualità dei suoi prodotti in settori che vanno dai beni di lusso alla tecnologia”

a cura di Marco Venturi
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