Istituti di pagamento: il caso SISAL

Gli istituti di pagamento sono una recente introduzione nel mercato dei pagamenti, in Italia anche le grandi catene si stanno via via mettendo al passo offrendo questo tipo di servizio; in alcune catene di supermercati è già possibile ad esempio pagare bollettini postali, RID bancari, bollette etc.

Per i consumatori ci sono molti vantaggi
Servizi come questo possono letteralmente rivoluzionare il mercato, creando anche opportunità di lavoro (per essere agente nei servizi di pagamento occorre frequentare un vero e proprio corso di formazione), sul versante dei consumatori i vantaggi sono notevoli, si va dal risparmio di tempo poiché banche ed uffici postali che prima erano la meta principale per chi doveva effettuare questo tipo di pagamenti ora non hanno più il monopolio e quindi mentre si fanno spese e compere è possibile saldare la bolletta della luce ad esempio fino al possibile risparmio di danaro anche questo conseguenza della fine della gestione dei pagamenti affidata ai soli sportelli bancari e postali.

SISAL il gioco che vale la candela
SISAL è stata tra i primi operatori ad interessarsi dei pagamenti online, infatti servizi come SuperEnalotto oggi rivestono solo una parte del business, la più importante sicuramente, ma oggi vengono affiancati dal crescente numero dei sistemi di pagamento. Solo 10 anni fa questo tipo di servizio non esisteva, 5 anni fa questo mercato valeva 1 miliardo di euro per SISAL, si arriva ai giorni nostri in cui attraverso un attento processo strategico il business equivale 6 miliardi di euro pari a circa il 40% del fatturato totale del gruppo.

SISAL ha già messo in cantiere un investimento di 10 milioni di euro per sostenere l’infrastruttura tecnologica alla base dell’utilizzo della moneta elettronica. A partire dal 2014 i 40mila punti vendita SISAL saranno abilitati al pagamento tramite carte di credito e bancomat, il paradosso (che fa capire le potenzialità del mercato) è che in Italia c’è una larga diffusione di carte di credito e di debito ma il loro utilizzo è ancora molto ridotto nel nostro paese. In Italia infatti solo il 15% delle transazioni avviene tramite moneta elettronica ma l’87% degli intervistati a seguito di uno studio si dichiara favorevole ad un più ampio utilizzo di questo tipo di pagamenti.

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