Intesa san paolo e contratto ibrido

Intesa Sanpaolo prova il contratto ibrido per i suoi dipendenti

Il gruppo Intesa Sanpaolo ed i sindacati hanno redatto un protocollo che, citando le parole del documento, “considera le persone del gruppo elemento chiave e fattore abilitante per la realizzazione ed il successo del piano medesimo”.

Una nuova tipologia di contratto pronta ad agevolare i più anziani o persone impossibilitate ad esercizio lavorativo per gravi problemi di salute.

“Con questo accordo – aggiunge Tiberio Carello, coordinatore vicario della Fabi, sindacato autonomo dei bancari, per il Gruppo Intesa Sanpaolo – siamo riusciti a ottenere 150 nuove assunzioni e a confermare l’impianto della volontarietà dei pensionamenti, introducendo nuove forme di flessibilità in uscita che vengono incontro alle esigenze personali di vita dei lavoratori. Abbiamo quindi coniugato una flessibilità controllata e non selvaggia con la nuova occupazione”.

Pertanto la soluzione adottata è la seguente: i promotori finanziari sottoscriveranno due contratti.

Il primo è identico a quello già in atto, e stabilisce il rapporto di lavoro autonomo. Il secondo invece è da dipendente part-time, a tempo indeterminato: questo rapporto di lavoro garantisce per la prima volta al promotore finanziario una retribuzione fissa, limitata naturalmente ai giorni in cui lavorerà con questa formula, e l’accesso al welfare e all’assistenza sanitaria di gruppo. Ovviamente è una tipologia di contratto lavorativo in fase di sperimentazione, che verrà attuato per i prossimi due anni.

Al termine il lavoratore potrà chiedere di trasformare il rapporto di lavoro dipendente da part-time a tempo pieno.

In questo caso l’azienda entro nove mesi dovrà proporre una posizione professionale e un ambito geografico “all’interno della regione di assunzione ovvero in regioni ad essa limitrofe, coerenti al momento dell’accoglimento della proposta. Nel protocollo è prevista un’indennità aggiuntiva per gli over 60 che maturano il diritto al pensionamento nell’anno 2019/2020, corrispettivo del 75% della retribuzione lorda annua.

Per chi invece volesse continuare a lavorare fino al raggiungimento della pensione per vecchiaia, c0n la possibilità di applicare diverse tipologie di part-time su base volontaria e con contribuzione piena sia per l’Inps che per i fondi pensionistici.

I concetti alla base della stipula del protocollo fanno leva su temi quali conciliazione vita e lavoro, sviluppo sostenibile ed invecchiamento attivo, il tutto sempre focalizzato sull’aumento della produttività aziendale.

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