10 errori da non commettere

Intermediari digitali: 10 errori da non commettere sui social network

Ecco 10 cose da evitare sui social network; quando si iniziano ad utilizzare i social network in ottica di business si commettono sempre degli errori ecco una lista di quelli da evitare

Gli errori più comuni:

  1. concentrarsi sulla quantità
  2. essere su tutte le piattaforme social network
  3. pubblicare lo stesso contenuto su più piattaforme
  4. utilizzo di soli video generici e immagini paesaggistiche
  5. condividere solo il nostro contenuto
  6. non curare i contenuti generati dall’utente (UGC)
  7. non caricare video
  8. non utilizzare un target specifico per la pubblicazione dei nostri contenuti
  9. non incrementare i post che hanno ottenuto un buon riscontro
  10. non rispondere alle domande poste dagli utenti

Errore 1: concentrarsi sulla quantità

A volte tanto non vuol dire migliore, postare un contenuto al giorno può essere positivo se non va ad intaccare la qualità; a volte invece ridurre i contenuti a due o tre a settimana può aiutare a concentrarsi su di essi e triplicare i risultati in termini di visualizzazioni e partecipazione. Limitare i post su Facebook ci costringe a condividere solo il miglior contenuto, questi post di qualità hanno grande risalto tra i fan e l’algoritmo di Facebook espone a più persone.

I proprietari di piccole e medie imprese di solito non hanno il tempo di creare o trovare contenuti di alta qualità da inviare più volte al giorno su Facebook; riducendo il numero di pubblicazioni settimanali, potete concentrarvi sulla qualità dei post piuttosto che sulla quantità.

Errore 2: essere su tutte le piattaforme social network

Meno canali, maggiore concentrazione, migliore contenuto; ogni piattaforma aggiuntiva alla propria attività, significa tempo e impegno supplementari necessari per creare i relativi contenuti su misura per quella piattaforma e impegnarsi con i propri fan utenti. Prendete in considerazione i profili social media che sono più appropriati per l’attività di intermediazione assicurativa e creditizia, in genere Facebook e LinkedIn sono quelli più appropriati.

Errore 3: pubblicare lo stesso contenuto su più piattaforme

Il contenuto personalizzato per ogni piattaforma aumenta la portata e i risultati attraverso i profili e le pagine social. Consigliamo alle persone di condividere contenuti unici per ciascuna delle piattaforme dei social media perché sono impostate in modo diverso e gli utenti hanno diverse aspettative per i contenuti che desiderano vedere. Ad esempio?, su Instagram, gli hashtag possono contribuire ad aumentare la portata, ma non hanno lo stesso effetto su Facebook.

Errore 4: utilizzo di soli video generici e immagini paesaggistiche

I video quadrati hanno una visione e un tasso di coinvolgimento più elevati, oltre questo i video, stanno assumendo sempre più importanza su facebook, sono i contenuti più fruiti su questa piattaforma, ecco perché è preferibile organizzarsi per il loro utilizzo. Bastano pochi secondi ma che siano di valore.

Errore 5: condividere solo il nostro contenuto

Il contenuto curato ha contribuito a sviluppare la nostra base di fan di Facebook Un mix di contenuti è sempre preferibile una volta consolidata la nostra base di fan o followers, articoli e post provenienti da altre fonti (possibilmente autorevoli) contribuiscono ad accrescere il personal brandig e la propria credibilità. Il mix è un ottimo strumento anche per dare un taglio diverso alla propia comunicazione, ovviamente non bisogna esagerare ovvero è necessario dare sempre la precedenza ai propri contenuti.

Errore 6: non curare i contenuti generati dall’utente (UGC)

I contenuti generati dagli utenti a volte sono un ottimo esempio di prova sociale, uno devi vostri clienti che è riuscito a raggiungere un obiettivo grazie a voi (un prestito per un’auto o un mutuo per una casa, la sottoscrizione di una polizza vita, etc) potrebbe pubblicare una foto per comunicare l’evento, quello è il momento di ricondividere quel contenuto che è la riprova della vostra professionalità.

Errore 7: non caricare video

I video nativi vengono condivisi cinque volte più dei video di YouTube; i video pubblicati direttamente su facebook hanno un riscontro nettamente maggiore rispetto ad un link su youtube, questo perché il sistema di notifiche di facebook avvisa gli utenti nel momento in cui viene effettuata una diretta o caricato un video, questo meccanismo innesca un tasso di coinvolgimento molto più elevato.

Errore 8: non utilizzare un target specifico per la pubblicazione dei nostri contenuti

L’impostazione del pubblico preferito ha reso più rilevanti i contenuti pubblicati, questo perché il contenuto viene reso disponibile solo per il pubblico che abbiamo selezionato. Per poter utilizzare una targettizzazione definita è necessario comporre le liste, attraverso le quali possiamo profilare i nostri utenti in base alle caratteristiche che desideriamo.

Errore 9: non incrementare i post che hanno ottenuto un buon riscontro

I post più performanti rendono l’engagement sempre più elevato se si riesce a cavalcare l’onda dell’interesse. Per le pagine è possibile consultare la sezione insights e capire quali sono gli argomenti che hanno ottenuto maggiore engagement, per i profili è possibile utilizzare degli strumenti presenti in rete (gratuiti ed a pagamento) che offrono un minimo di statistiche.

In questo modo si può sfruttare l’onda dell’interesse degli utenti per determinati argomenti e canalizzarla sui successivi post.

Errore 10: non rispondere alle domande poste dagli utenti

Il 70% degli utenti è più propenso ad utilizzare il prodotto o il servizio di un’azienda o di un intermediario quando ottengono risposte ai loro quesiti. Purtroppo, secondo la ricerca di Sprout Social, l’89% per cento delle volte gli utenti non ottengono alcuna risposta.

Nello stesso studio, Sprout Social ha elencato altri due vantaggi nel rispondere agli utenti online:
il 65% degli utenti è fidelizzato in maniera più incisiva
il 75% degli utenti è più propenso successivamente a condividere la propria esperienza positiva circa il professionista, l’azienda e/o il brand.

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