Integrazione al Servizio Sanitario Nazionale

In Italia, fin dal 1978 è in vigore la legge sul Servizio Sanitario Nazionale che garantisce a tutti i cittadini l’accesso a diagnosi e cure nelle strutture pubbliche o convenzionate. Il sistema si mantiene con una quota delle tasse che i cittadini versano nelle casse dello Stato, con una partecipazione ulteriore da parte dei malati, detta ticket. Nel nostro Paese, ha diritto alla copertura sanitaria pubblica, il 100% della popolazione residente. La nostra spesa sanitaria annuale ammonta a circa 120 miliardi di euro, quasi il 9% del Pil. Costi insostenibili per il bilancio dello Stato. Per quanto riguarda la popolazione, nonostante come si è detto il 100% di essa abbia diritto alla copertura sanitaria pubblica, ci sono delle prestazioni e servizi che sono interamente a carico del cittadino. Le famiglie italiane, secondo una recente ricerca del Censis spendono mediamente 1.000 euro l’anno per le spese mediche, a cui bisogna aggiungere ulteriori 400 euro annui nel caso ci sia bisogno di cure odontoiatriche.

Alcune compagnie private offrono ai cittadini un’integrazione, a volte un’alternativa, al Servizio Sanitario Nazionale. A fronte di un premio periodico da versare alla compagnia, questa infatti si sobbarca l’onere di rimborsare, parzialmente o totalmente, i costi sostenuti per spese sanitarie e prestazioni mediche private.

Queste polizze sanitarie, si distinguono in polizze indennitarie e polizze a rimborso.

Nella sfortunata ipotesi di imbatterci in un problema di salute, ecco che una Assicurazione Sanitaria Indennitaria ci tutela, garantendoci un’indennità per i giorni di malattia, per le spese di assistenza medica, di interventi chirurgici, con o senza il ricovero in caso di incidenti, infortuni, malattie e parto, lasciandoci la libertà di rivolgersi a strutture mediche, dottori e infermieri di nostra conoscenza e fiducia.

Le cosiddette assicurazioni mediche a rimborso sono particolari tipi di assicurazione sanitaria che prevedono, a seconda di quanto deciso e sottoscritto dalle due parti nelle Condizioni di Assicurazione, il rimborso completo o parziale delle spese effettuate per malattia e/o infortuni in caso di ricovero, day-hospital, intervento chirurgico, anche ambulatoriale.

È possibile, in entrambi i casi, richiedere all’assicurazione alcune clausole supplementari e ovviamente più condizioni e clausole vengono aggiunte alla polizza sanitaria, più il premio finale sarà oneroso per l’assicurato.

Eppure nonostante le spese annuali a cui vanno incontro le famiglie italiane, solo il 6,5% della popolazione ricorre a una polizza sanitaria.

Quali le cause?

Innanzitutto c’è da sottolineare che sottoscrivere una polizza sanitaria è un fatto volontaristico e capita sempre più spesso che sceglie di assicurarsi la persona che si ritiene a rischio.

Questo comporta che se gli assicurati sono pochi, necessariamente le polizze avranno un costo elevato essendo elevati i costi di gestione pro-capite.

Si entra così in un circolo vizioso: polizze ad elevato costo, pochi assicurati, famiglie con un basso livello di copertura ed alto rischio, lo Stato con una crescita esponenziale della spesa e le compagnie con premi ridotti ed alte perdite.

L’unica soluzione sta nello sviluppo dell’Assistenza Sanitaria Integrativa in grado di porsi accanto al finanziamento pubblico di derivazione fiscale ed integrarlo e favorire la socializzazione dei rischi e la conseguente riduzione dei problemi di selezione degli iscritti.

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