Costo dei sinistri in Italia tra i più alti d'Europa

«Il costo dei sinistri pagati dalle compagnie è, in Italia, tra i più alti d’Europa, decisamente superiore a quello di Germania e Francia». Così il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, torna sul problema del costo degli incidienti stradali per le compagnie assicurative e precisa: «Dal 2000 al 2010, il costo medio é cresciuto del 45%. Questo é il vero problema da risolvere».

Secondo l’Ania, negli ultimi sei anni il prezzo medio dell’assicurazione Rc Auto si é ridotto del 7,6%. Nel 2010, invece, l’ammontare dei premi (17 miliardi di euro) é aumentato del 4,5%, rispetto all’anno precedente, mentre il numero di veicoli assicurati é rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2009 (-0,3%), con un prezzo medio unitario della copertura aumentato del 4,8%.

Nel complesso la raccolta premi delle imprese assicuratrici in Italia nel 2010 é cresciuta. al lordo di cessioni e retrocessioni, dell’8,4% (27,1% nel 2009) con un ‘aumento concentrato nei rami vita (+11%). In calo dell’1,3% il ramo dann (-447 milioni di euro). Per il 2011 é prevista una raccolta premi complessiva in calo del 2,9% a 122 miliardi, con un’incidenza sul pil del 7,83% contro l’8,13% del 2010. I premi del settore danni potrebbero crescere del 2,4%, in linea con il 2010 (+2,2%), con una raccolta a 36,7 miliardi, mentre il ramo vita potrebbe registrare un calo del 5%, con 86 miliardi di euro di raccolta.

Rc auto
Nella sua relazione all’assemblea annuale dell’Ania, Cerchiai spiega che nonostante l’aumento nel 2010 della raccolta premi (+4,5%) l’equilibrio economico non é stato ancora raggiunto perchè «per ogni 100 euro di premi incassati, le imprese hanno avuto costi per quasi 106». All’origine del fenomeno vi sono fattori strutturali ancora tutti da risolvere: «Dalla frequenza dei sinistri da circolazione stradale di molto superiore a quella riscontrabile nei maggiori paesi europei; all’abnorme numero dei danni alla persona di lievissima entità; l’assenza di una normativa organica per il risarcimento dei danni gravi alla persona; provvedimenti legislativi tecnicamente sbagliati, come quello che ha distorto il sistema bonus malus; incertezze normative e interpretazioni giurisprudenziali».

Secondo Cerchiai, «bisogna evitare l’innescarsi di una perversa spirale fra l’aumento dei costi e aumento dei prezzi. È inutile continuare a denunciare prezzi troppo elevati, senza approfondirne le cause sottostanti. Denunciare la presenza di oltre 3 milioni di veicoli non assicurati, senza andare alle radici del fenomeno e intervenire per reprimere la più elementare delle frodi assicurative: la violazione dell’obbligo di assicurarsi».

Le truffe
Tornano ad aumentare le truffe nel settore Rc Auto. Nel 2009 sono stati rilevati 83.378 sinistri fraudolenti pari al 2,5% del totale, contro 76.500 pari al 2,3% del totale nel 2008. L’Italia Settentrionale é la zona ha registrato meno sinistri fraudolenti. In aumento, invece, le frodi registrate nell’Italia Meridionale (dal 6,3% al 6,62%).

Le tasse
Cerchiai ha definito «irragionevole e incoerente» il provvedimento che consente alle Province un’ulteriore imposizione, sino al 3,5% del premio, «aggravando un già troppo elevato carico fiscale sull’assicurazione obbligatoria». E a proposito dell’aumento dell’Irap del 50% a carico delle imprese assicuratrici, il presidente dell’Anie auspica che «Governo e Parlamento rivedano questa decisione che è fuorviante e incoerente con i propositi di sviluppo economico». Per rilanciare lo sviluppo – sostiene – si deve «tagliare la spesa pubblica improduttiva, recuperare l’evasione fiscale, garantire regole certe, incentivanti e durature per risparmiatori e investitori». Le assicurazioni, non possono essere considerate come «galline dalle uova d’oro anche a prescindere dall’andamento dei risultati economici del settore».

Bocciata la manovra
L’obiettivo fissato dal Governo di un deficit «vicino al pareggio» nel 2014 è «condivisibile», ma per raggiungerlo, «non servono manovre di politica economica caratterizzate da ulteriori aumenti di tassazione a carico di imprese e famiglie». Queste misure, secondo Cerchiai, «sarebbero controproducenti. Ci condurrebbero in un vicolo cieco, in fondo al quale troveremmo contrazione dei consumi e tensioni sul mercato del lavoro».

L’Abi é d’accordo
«Condivido pienamente la relazione di Cerchiai – ha detto il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari – aumentare l’Irap in questa fase penso che non sia producente, anzi è controproducente. Ora inizierà il percorso del decreto tra Camera e Senato e vediamo cosa si può migliorare. Le banche italiane hanno già la tassazione più elevata al mondo, i sacrifici li abbiamo fatti, li stiamo facendo e non ce la facciamo più. Siamo al punto di non ritorno in termini di tassazione».

FONTE: Il Sole 24 Ore

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